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Così parlò Zara Vol. IV – Le collane

posted by ady 26 aprile 2016 1 Comment

zara bogiotteria
Ci sono cose che non vi vorrei svelare, vorrei farvi gironzolare per ore su e giù per i tre piani di Zara chiedendovi se questa collezione sia o meno un déjà-vu.
Vorrei farvi giungere ai camerini con tutti i quei pantaloni coulotte, quelle gonne a pieghe, quelle maniche coi volant, quelle stampe azteche che hanno il solo pregio di poter mentire al vostro partner e dire “Ma come nuova, scherzi? Ce l’ho da tre anni!”.

Eppure io una cosa nuova l’ho trovata!

Acqua, acqua, fuocherello, fuoco.

Sì, sulla parete in fondo a destra. Sì, accanto allo specchio, quello dove mi avvicinavo le maglie a righe addosso con tutta la gruccia, per vedere se l’alternanza blu/bianco, nero/bianco, rosso/bianco mi facesse sempre il solito effetto, perché alla fine, come Zara insegna, noi donne siamo seriali.

Erano proprio vicino alle felpe con sopra scritto Elle Macpherson, che non mi sono sembrate affatto una scelta geniale, soprattutto perché o sei super figa o finisci per sembrare uno scherzo del destino.

Erano lì, immobilizzate dal cartone, rigide, quasi frigide, che non è proprio il massimo per la bigiotteria, lo sa pure il bancarellaro furori dalla stazione che per vendere le collanine con la foglia di marjuana e la bandiera jamaicana c’è bisogno di renderle un minimo sexy, di vederle stese su un lenzuolo sotto al sole.

Comunque io alla fine le ho trovate, devo dare atto che si erano nascoste bene, ma le ho notate.

Le collane gispy soul più belle che si siano mai viste, con le conchiglie, i pompon, i corallini, i cristalli, e i campanellini. Tutto insieme senza sembrare stonato. Tutto insieme e al costo dei soli pompon e delle conchigliette. Tutte intere, nemmeno spezzate, come quelle che trovo sulla battigia dopo il maestrale.

E, ad intuito, penso che saranno la sola cosa che io indosserò quest’estate (letto firmato e sottoscritto) insieme alla tee bianca, al costume intero anni 80 con la sgambatura ascellare, come quello di Baywatch però nero, agli short in denim ricavati dai 501 di quando andavo alle medie alla Giacinto Gigante (sarà l’ultimo anno, lo giuro mi ero ripromessa di smettere dopo i 40) alle havaianas, alla gonna di sangallo lunga fino ai piedi, alla coffa siciliana, ai ray ban wayfarer che non riesco a fare senza…

Le indosserò senza sosta, come monile di accompagnamento musicale in questa estate che si annuncia gitana.

E se dopo lo straordinario successo di questo post non riuscirete più a trovarne nemmeno una, non temete, Zara le riproporrà almeno per i tre anni a venire, al netto di qualche differenza impercettibile all’occhio maschile.

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1 Comment

L'armadio del delitto 3 maggio 2016 at 4:18 pm

Ok non sono stata da Zara da settembre 2015. Dovrei, no?

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