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Arredo sticker: l’arte di trasformare senza cambiare (casa)

posted by eva e ady 4 luglio 2016 0 comments

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Nella vita può succedere che un bel giorno ti alzi, spalanchi le finestre come ogni benedetta mattina e quando ti volti, con la bacchetta della tenda ancora in mano e il nido di quaglie del dopo sonno ancora tra i capelli, quella attorno non sia più casa tua.

Come se, in una notte soltanto, tutto quello ti circonda non fosse ciò che era la sera prima. Non ritrovi nulla di te nelle tinte dei muri, nella tipologia dei mobili o nella posizione che occupano e l’unica cosa che ti verrebbe da fare, ancora prima di cercare un pettine, è impugnare un lanciafiamme.

I risvegli di questo tipo vanno presi al 50% del loro potenziale rivoluzionario, perché, se da qualche parte hanno ragion d’essere e spronano a svecchiare con visionaria lucidità, da qualche altra corrono il rischio di diventare esageratamente distruttivi e di farci restare senza nemmeno l’ombra di un angolo cottura ancora prima che la moka dica “buongiorno” al fornello.

Il consiglio per le mattine così, con gli ormoni più carichi dell’iPhone attaccato alla presa del comodino, non abita in un rush ma in un click. Quello da fare sul sito per eccellenza di adesivi murali e sticker, capace di garantirci arredi diversi e atmosfere rinnovate attraverso la semplice arte dell’attaccare un adesivo. La stessa cui si appellava anche nostra madre quando eravamo bambine e ci metteva nella mano destra le figurine panini, sfilandoci dalla sinistra il colore indelebile, consapevole che da un’anta avrebbe levato via più facilmente la colla che la punta del nostro pennarello impazzito.

Un adesivo per la cucina, per esempio, può ringiovanire a tal punto l’assetto stilistico dell’arredo da farci tornare voglia di cucinare, come se fosse un ambiente totalmente nuovo e non solo personalizzato. Penso all’area lavanderia, con adesivi murali appiccicati sopra alla lavatrice, e alle centrifughe di cuore che possono causare quegli sticker variopinti o dai soggetti emozionanti.

Penso ai mobili Ikea, di tutti e tutti uguali, che possono diventare solo nostri e unici al mondo, ai soffitti di stelle sopra il letto che bucano i tetti, ai tatuaggi sulla pelle di una parete che aveva bisogno di un po’ di fantasia appena per tornare ad essere ammirata e non solo oltrepassata.

E penso alla frase dell’adesivo per la camera da letto, quello da leggere nelle mattine descritte sopra, dopo l’apertura del solito balcone e prima del pettine a cinque denti post sonno trasformatore: “Be quiet, oggi è un altro giorno”.

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