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Competenze trasversali femminili

posted by eva 17 Novembre 2010 19 Comments



Aspettavo Lisa, l’altra mattina.
Le avevo fatto preparare dal banqueting anche le crostatine con confettura di fichi, perchè so che le piacciono tanto.
Invece, al posto di Lisa, è arrivata Emma a rappresentare l’Azienda durante il workshop di lancio nuovi prodotti per l’anno 2011.

Molto alta, molto giovane, molto profumata e molto attraente, Emma, l’altra mattina, non indossava le calze, per accompagnare il suo tubino minimal decisamente molto sopra al ginocchio, e non indossava nemmeno il reggiseno, sotto alla camicia di seta bianca.

Strano, ho pensato, che Lisa le permetta questo.
Solitamente si raccomanda sempre con me di consigliare alle hostess un look sobrio, farcito di collant scuri anche in pieno luglio.
Etichetta, finezza, cortese anonimato. Presenti, ma trasparenti.

Da quando Emma è entrata dalla porta a vetri, è virato il vento, in area registrazioni.
Un fervore insolito per le 8.30 del mattino.
Un brusio di sottofondo si è sovrapposto piano piano al rumore dei cucchiaini che sbattono sulla ceramica delle tazzine da caffè.
Il volume delle voci si alza, poco alla volta.
Si chiacchiera più fluidamente.
Eccitazione, effervescenza, movimento.
Tutto si è svegliato!

Emma ride. Ride sempre.
Cammina sinuosa tra la gente, appoggia la mano curatissima sulle labbra per celare una risata troppo scomposta, è colloquiale, parla di tutto, con tutti: la pioggia, il welcome coffee adeguato, il film in uscita venerdì, il primo albero di Natale notato in autostrada.

Felina, sinuosa, incantatrice. La trovo afrodisiaca, ma non elegante.

Si apre varchi tra la folla, i suoi lunghi orecchini tintinnano, dinamici e luccicanti, pesta un piede, chiede scusa, sorride, si ferma di nuovo.

Accoglie. Così si dice in gergo.

Ad un tratto, è un attimo, a Emma cade il foulard di seta grigio.
Le scivola lieve, passa dal collo al braccio fino a toccare terra.
Standby generale delle ginocchia dei presenti.
Fermo immagine.
Lo raccolgo io? Lo raccoglie lui? Chi lo raccoglierà? 
Scattino di un presente sulla destra.
Emma si china.
Lentamente.
Flette le cosce.
Poggia in maniera perfettamente calibrata tutto il peso delle sue lisce lunghe gambe sul plateau 10.
Si rialza.
Sorriso.
Play. Si riparte.
Una folata di Coco Mademoiselle inebria i nasi più reattivi.
Uno sguardo. Due sguardi. Tre sguardi. È tutto ok. The show must go on.

…Emma…Emma sta ammiccando! Con chiunque!
E… e… e lo fa benissimo! Ecco sul campo un esempio di competenza trasversale perfettamente padroneggiata!
Sono senza parole! Se lo sapesse Lisa!

A dire il vero, con la sua spremuta d’arancia in mano, sembra più partecipare a un Happy Hour, che a un meeting aziendale, e non si accorge di molte cose.
Non si accorge che alcuni invitati accedono alla sala senza registrarsi, ad esempio, che altri sono senza la documentazione dell’evento, che altri ancora hanno il nome errato scritto sul badge e non nota neppure che è tardi, che alle 9.15 il suo evento porta già in scia un quarto d’ora di ritardo.

Le vado vicina.
Cerco di farmi notare.
Le faccio presente che dalla casa madre mi è stato tornato un documento senza una firma. “Se sei troppo impegnata – le sussurro – mando una mail a Lisa che di certo risolverà il disguido in breve tempo”.

“No” – mi ribatte secca – “Lisa non fa più parte del nostro organico. Lo chiedo io al Direttore Commerciale. In dieci minuti avrai tutto ciò che ti manca. Lui, a me, dice sempre di sì“.

Non ne dubito, cara Emma, non ne dubito affatto.


Immagini da:
Whitezine.com
Womenmanagement.blogspot.com

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19 Comments

Ombry 17 Novembre 2010 at 5:10 pm

Che dire… povere le Lisa nel mondo!!!

Reply
Ellys...o meglio Martina 17 Novembre 2010 at 5:11 pm

Mi sembra di leggere un filino di invidia tra le tue righe…no dai scherzo…
Credo che avrebbe fatto innervosire anche me l’atteggiamento di quella signorina e d hai fatto molto bene a farglielo notare, in modo carino ovviamente, ma hai fatto molto bene!

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Hobina 17 Novembre 2010 at 5:55 pm

volgare o meno, quelle come Emma arrivano ovunque, sempre e comunque e le altre…a guardare. E’ triste, ma così va il mondo.

Reply
Cocò (daddysneatness) 17 Novembre 2010 at 6:04 pm

E quanto è vero purtroppo… Vabbè pazienza, meglio guadagnarsele le cose ed esserne soddisfatti!
Buona serata,
Cocò

http://www.daddysneatness.blogspot.com

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Lady Crochet 17 Novembre 2010 at 7:13 pm

“Emme” come mignotte. tempeste ormonali e poi giù per terra. pensa un po’ quando andrà in menopausa?!? Emma Emma, pensaci finché sei in tempo…
emme emme, pensateci. eh no, perché voi una testa non ce l’avete “emme”, dopo il vostro quarto d’ora di gloria finirete in un bar a svevacchiare con la pelle raggrinzita, il rossetto sbavato e la cerniera lampo semi-aperta perchè nelle vistre strette gonne non ci entrerete più.

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VicissitudiniLombarde 17 Novembre 2010 at 8:26 pm

L’ho letto tutto d’un fiato! Bel post complimenti!

https://vicissitudinilombarde.blogspot.com/

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VicissitudiniLombarde 17 Novembre 2010 at 9:10 pm

Ne da molto quando vuole 😉

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amorim gabriela 17 Novembre 2010 at 9:53 pm

ahahaha! Questo racconto ha un finale super cinico! Ma quant’è vero!…E io sto ancora cercando lavoro!A questo punto credo che non lo troverò mai visto che sono alta 1.60 porto la prima di reggiseno e una 44 di taglia! manco mi guardano! hihihi per fortuna aggiungerei!

Baci,
Amo ♥

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clau 17 Novembre 2010 at 11:19 pm

concordo con quanto detto da Hobina, quel tipo di donna può irritare ma arriva ovunque però non è male la prospettiva dipinta dalla mitica Lady Crochet ahahahaha!
Bel post,complimenti!

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EvaQ. 18 Novembre 2010 at 1:45 pm

Molto carine ed appropiate le foto che hai messo…purtroppo c’è una Emma in ogni posto di lavoro 🙂

Reply
FastiFloreali 18 Novembre 2010 at 2:35 pm

Ciao Eva, mi piace molto il blog e, soprattutto questo post che ho letto di corsa dall’inizio alla fine; dall’alto del mio cinismo potrei dire che di Emma è pieno il mondo e non solo, arrivano sempre in alto a scapito delle Lisa che soccombono. Fin quando ci sarà un elemento chiamato uomo, ci saranno sempre tante Emma.
PS: anche in sede di esame universitario, in pieno luglio, mi sono sempre presentata in pantaloni e mai scollacciata, magari anche scomposta per la salita di Villa borghese; i miei 30 sudatissimi però erano gli stessi delle algide fanciulle di tulle vestite che recitavano affianco a me……che amarezza!

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ady happyborn 18 Novembre 2010 at 3:14 pm

delizioso. nonostante tutto provo simpatia per le arruffone come Emma, quelle che dimenticano alcuni particolari, che si abbandonano in una risata, che combinano qualche pasticcio…mi piace pensare che sia naturale la sua sfrontatezza…insomma solidarizzo, e poi quanto è più sexy la gamba senza calze…a new york non le porta più nessuno nemmeno in pieno inverno.

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TuristadiMestiere 18 Novembre 2010 at 5:01 pm

Emma farà molta strada serpeggiando sotto le scrivanie… 😉

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Café Bouclé 18 Novembre 2010 at 10:31 pm

W la meritocrazia e abbasso le Emme del mondo!
🙂
mooolto interessante il tuo blog.
Da oggi ti seguo.
Sono curiosissima di leggere i tuoi prossimi post.
Io sono da poco su blogger: sarei felicissima, se dessi un’occhiata al mio blog.
magari potremmo seguirci a vicenda!
ti aspetto fiduciosa 😀
Un bacino a te e uno platonico a Lisa!
https://cafe-boucle.blogspot.com/

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Alligatore 19 Novembre 2010 at 12:58 am

Molto interessante dal lato estetico, quasi cinematografico, la tua storia … curioso che sia l’unico alligatore a commentarla 😉
Mi piace questo.

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MadameSrl 19 Novembre 2010 at 10:13 am

Io credo che arriverò solo all’esaurimento nervoso 🙁

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VerdeMenta 19 Novembre 2010 at 3:05 pm

Che bel post, scritto molto bene! Mi piace il tuo blog 🙂
Sai ocme si dice, no? Good girls go to heaven, bad girls go everywhere… Ma che nervi però!!

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Sara 21 Novembre 2010 at 7:50 pm

Bel pezzo. Cosa dire? ognuno fa del suo meglio, come può.
Bisogna vedere poi sui bilanci aziendali però cosa rende davvero.
A presto!
Sara

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Anna 22 Novembre 2010 at 8:53 am

bello il post, mi ha fatto proprio sorridere, purtroppo ho un’amica che è proprio così!!

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