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Uniforme

posted by ady 4 Novembre 2010 16 Comments


Sta intiepidendo la cena a fuoco lento quando lui le dice “La nostra storia è ormai una minestra riscaldata”. Il cucchiaio le cade di mano, annega nel purè. Vorrebbe dirgli “Anche questa cena è riscaldata perchè ti aspettavo due ore fa” ma tace.
Spegne la fiamma.
Tanto vale mangiarla fredda questa cena, sarebbe ugualmente indigesta.
Sotto il camice di cotone ha un corsetto di pizzo nero così stretto che le toglie il respiro, voleva essere il suo aperitivo, ma quello a quest’ora l’avrà già consumato.
Il bambino è in camera che dorme, aveva avuto l’accortezza di portarlo a letto prima che lui arrivasse, sapeva che c’era qualcosa di diverso, voleva recuperare.

Quando una donna comincia a frugare nelle tasche di suo marito, ciò che cerca non è un indizio ma una conferma. E le conferme erano arrivate in tandem, una fattura d’albergo, double room con colazione in camera, per due, impossibile negare.

Da quel momento ogni cosa era cambiata.

Lui si è seduto a tavola, ma non ha intenzione di cenare, ha ancora addosso la giacca della sua uniforme, quella che lo ha inchiodato. Si china su di lui e gli da un bacio sulla fronte che sa già di nostalgia.
“Mi rendi tutto più difficile”, le dice. Ma sembra che invece gli abbia reso tutto più facile perchè lui si alza e se ne va.
Ha chiuso la porta dietro le sue spalle per sempre.
Lei chiude dietro di se quella della stanza da bagno, dove tutto è sotto sopra, creme, trucchi, spazzole e le scelte scartate, tutta la biancheria che ha provato prima di decidersi per il corsetto. Che pena che si fa adesso, le scappa persino da ridere.

“Non c’è niente da fare, tornano sempre dalla moglie”.
Bisognerà solo trovare le parole per dirlo al bambino “C’è un altro zio che non rivedrai mai più”.
photos: Josh Olins

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16 Comments

giardigno65 4 Novembre 2010 at 3:57 pm

un altro zio che ha perso i gradi in battaglia

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petrolio 4 Novembre 2010 at 4:11 pm

il fascino della divisa? A me non scalfisce nemmeno un po’, anzi… 🙂

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* eLi * 4 Novembre 2010 at 4:20 pm

questa triste storia non è successa a te, vero????spero….

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Grace (ma nana) 4 Novembre 2010 at 4:31 pm

Eh,lo zio ritorna sempre a casa dalla zia..
Peccato non si possano nemmeno conoscere i cuginetti 🙁

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ady happyborn 4 Novembre 2010 at 4:58 pm

uniforme perchè ci sono uomini fatti con lo stampino, uniformi direi.

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Eva 4 Novembre 2010 at 7:12 pm

Uniformi e, putroppo, non merce rara.

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Navigo a Vista 4 Novembre 2010 at 7:36 pm

sento tantissimo questo post. E’ scritto molto bene. E quanto è vero.

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Poppy 4 Novembre 2010 at 7:41 pm

menomale che a me questi uomini non mi hanno mai cagata.
ho sempre attirato quelli fuori dall’ordinario, che hanno fatto danni ugualmente…
e poi lui:
il rocker barbuto coniuge.
che prepara la zuppa e cuoce biscotti al burro, solo per me!

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Mariette 5 Novembre 2010 at 1:20 am

Cara Ady,

Effettivamente, come dire di lui al piccolo… Ma, personalmente io amo quelle giacche in stile militare. La spilla di sicurezza che io vendo con fascini di angelo, da Giovanni Raspini, Italia… la grande idea per portarlo sulla tasca piace nella Sua prima fotografia! Grazie per dividere questo…

Saluti da Georgia/USA

MariettesBacktoBasics

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Amaranta 5 Novembre 2010 at 8:42 am

Se ci pensi, Ady, ci sono molti più zii che padri in questa società 🙂

“Non c’è niente da fare, tornano sempre dalla moglie”.

E questa cosa qui non la vedo positiva nemmeno per quelle altre disgraziate :(((((

Vediamo, quante cose possiamo rilevare in questo post da te magistralmente raccontato:
la storia di un adulteriio.
La storia della sua fine.
La storia di un uomo.
La storia di una donna.
La storia di un bambino.
LA STORIA DELLA NOSTRA SOCIETA’CONTEMPORANEA.
Bravissima davvero, Ady, perchè la tua storia contiene tutte queste altre storie che sono, poi, le nostre.
E quelle del mondo.
E’ un post eccellente e tu sei una narratrice davvero coinvolgente.
Un bacio 🙂
Marilena

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colores 5 Novembre 2010 at 9:01 am

Brava ! ti ho letto di una tirata! complimenti! buon weekend!

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Cocò (daddysneatness) 5 Novembre 2010 at 4:39 pm

Ciao cara, devo dire che vado matta per i capi con tagli da uniforme e spille variegate…
Mi danno come l’impressione di essere cose vissute e autentiche e perciò ricche di personalità.
Ne approfitto per segnalarti il mio ultimo giveaway, se ti va vieni a dare un occhiata!
A presto,
Cocò

http://www.daddysneatness.blogspot.com

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paola 5 Novembre 2010 at 8:09 pm

bello questo post. scrivi benissimo

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clau 5 Novembre 2010 at 10:50 pm

Come hai giustamente osservato gli uomini si ripetono all’ infinito,bellissima metafora.
Bacioni!

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Sara 6 Novembre 2010 at 11:01 am

Uao! e io che credevo che fosse prettamente un blog di moda e di stile! complimenti! e grazie per gli auguri di compleanno, come mi ero promessa poi sono andata in discoteca! un bacetto! Sara

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Valentina 21 Gennaio 2011 at 8:32 am

Amara ma stupenda sorpresa finale. Brava.

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