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Usciti dal letargo

posted by ady 20 Dicembre 2010 12 Comments


Contravvenendo a tutti i miei propositi l’ho fatto, sono uscita di casa.
Non ho resistito alla telefonata di mio nipote che mi annunciava che quest’anno alla recita natalizia avrebbe persino avuto una battuta. Non posso perdermi un asino che parla, mi sono detta, metti che poi prende pure a volare. Così, plaid sotto il braccio, cappellino calato fino agli occhi sono arrivata nella gelida palestra di periferia dove andava in scena lo spettacolo.
Mettiamola così, non ero l’unico animale uscito dal letargo, visoni, volpi, marmotte, lapin mi tenevano una certa compagnia.
A voler essere sincera, se non fossero stati uccisi per farci delle pellicce quegli animali nella palestra sarebbero al giorno d’oggi morti certamente di vecchiaia. Spelacchitate, avvizzite, a manica di pipistrello, quegli animali erano morti due volte.
Quando ho srotolato il mio plaid per poggiarmelo sulle gambe, la volpe argentata che mi sedeva accanto mi ha guardato con commiserazione.
Poi sono entrati in scena i pastorelli, in fila per uno intonando “Tu scendi dalle stelle”. Ho avvistato immediatamente mio nipote, avvolto in un doppio strato di gomma piuma dentro il suo costume da asinello. Era madido di sudore, sopraffatto dalla commozione. Un vampata di calore si è impossessata di me e forse anche della mia vicina che, deposta la pelliccia sulla sediolina, ha cominciato a sbracciarsi per farsi vedere da suo nipote. In quel momento ho compreso che non c’è nulla che possa scaldarti quanto un emozione.

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12 Comments

Lady Crochet 20 Dicembre 2010 at 8:41 am

Bellissimo Ady.

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colores 20 Dicembre 2010 at 12:10 pm

Carissima Ady , dai ne é valsa la pena! ti diró che qui nevica ormai da 3 giorni, sembra la Lapponia… e purtroppo sono dovuta uscire per ascoltare i “veri” asinoni che parlano qui in ufficio! che goduria!

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giardigno65 20 Dicembre 2010 at 1:43 pm

non per nulla un asino nel presepe non manca mai…

compagno calorifero del bue…

evviva le emozioni

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Raffaella 20 Dicembre 2010 at 2:30 pm

Meraviglioso post… altro che pelliccie… son ben altre le “cose che scaldano”…

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petrolio 20 Dicembre 2010 at 3:38 pm

beati loro che ancora credono che scenderà… 🙂

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michela 20 Dicembre 2010 at 4:16 pm

hai proprio ragione… io però diserterò la recita di natale, la mia bimbetta non la fanno salire neppure sul palco perchè non ha ancora compiuto tre anni (anche se ha imparato tutte le poesie dell’di natale come i suoi colleghi…)
e allora per protesta niente recita e niente pelliccetta!

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clau 20 Dicembre 2010 at 4:46 pm

mi sembra di vederle quelle signore in pelliccia,tutte uguali e “serie” uscite da una catena di montaggio e poi il tuo cappellino,che immagino rosso come quello della foto e all’ improvviso,l’ emozione che infiamma il cuore.Bellissimo Ady,sinceramente.Bellissimo.

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Adriano Maini 20 Dicembre 2010 at 5:06 pm

Ottimo gusto per le fotografie, ma soprattutto ironica osservazione della realtà. E grandi sentimenti: che diamine, siano fatti di carne ed ossa!

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Eva 20 Dicembre 2010 at 6:47 pm

Hai ragione. Niente scalda di più di un’emozione che ti riempie il cuore. Baci.

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Silas Flannery 20 Dicembre 2010 at 10:53 pm

Il plaid è un punto fermo, nelle tue affermazioni di oggi 🙂

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Francesca C 20 Dicembre 2010 at 11:05 pm

bellissimo e verissima l’ultima frase.
cmq sul film di woody ti ho risposto sulmio blog e forse ho parlato così xkè amo i vecchi films di allen!

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Alberto 21 Dicembre 2010 at 12:44 pm

Un’emozione, senz’altro. Ma a me queste emozioni non le danno i manifesti 6×3 sotto la neve qui a Milano che pubblicizzano bikini. E poi ho scoperto che è intimo.

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