Anima nera

Bianca la mia voce di eunuco, quando canticchio di alto registro sotto la doccia.
Diafano il mio incarnato, appena velato da un evanescente strato di cipria.
Lattei in miei incisivi, nonostante ostinate incursioni di nicotinici eserciti.
Ed esangui le mie braccia, eburnee e sottili, due rami di bianca betulla che sbucano dal tronco lanoso di uno scamiciato amaranto.




Ci sono cose di me che sono, si compiacciono di essere, e permarranno per sempre bianche.

Bianca la mia voce di eunuco, quando canticchio di alto registro sotto la doccia.
Diafano il mio incarnato, appena velato da un evanescente strato di cipria.
Lattei in miei incisivi, nonostante ostinate incursioni di nicotinici eserciti.
Ed esangui le mie braccia, eburnee e sottili, due rami di bianca betulla che sbucano dal tronco lanoso di uno scamiciato amaranto.

Poi ce ne sono anche altre due.
Due soltanto, che di contro sono amara liquirizia e pastoso petrolio, che graffiano come il musicare di Amy, che abbagliano annerendo.

Una è la riga profonda cui appesantisco lo sguardo, l’altra la mia anima, solitamente agghindata con inaspettati e clandestini due pezzi di pece.





Immagini da:
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