One love significa vestirsi in tinta unita


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Di tanto in tanto arrivano i mattini del “non avrò altro dio all’infuori di te”. Rari e intensi, ottusi e proficui, sono i giorni della tinta unita, dalla clutch al tricot, dal calzino all’accendino.

Univoci e devoti, non contemplano deviazione d’attenzione, monotematici, monotòni ma non per questo monòtoni.

Sono i giorni a senso unico, di amore totalizzante per un solo colore, quello che ci lega a sé, che blocca mani predatrici d’armadio, limita le scelte dai cassetti ma costruisce eleganze d’altri tempi.

Non è concesso rapido flirt di contrasto sulle unghie, né violenta passione di nuance opposta formato sciarpone. No ai baci fugaci di un rossetto languido a compensazione e guai a soffermarsi troppo su maniche a penzoloni “starei bene anch’io con quei pantaloni”. Non si cade in tentazione nemmeno con la cintura color marsala, quella dettata da uno stagionale pantone ma lontana da una monocromatica identificazione.

Non esiste sbavautura di ombretto o di concetto perché in quei dì ci sentiamo fedeli come i cigni al colore scelto, calziamo paraocchi, ci facciamo pure la coda di cavallo e vestiamo lo charme del nostro migliore stallo.

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