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Opinione Sanremo 2018: abiti, Baglioni e canzoni

posted by eva e ady 10 febbraio 2018 0 comments
opinione sanremo 2018

Partiamo con la nostra opinione Sanremo 2018 dichiarando che più che di Sanremo – dai diciamolo – si è trattato di Baglioni and Friends, con l’aggravante che non è stato a Baglioni a cantare le canzoni dei suoi ospiti, ma gli ospiti ad omaggiare Baglioni cantando con lui le sue.

Poi, se non abbiamo capito male, proprio Baglioni è stato il Direttore artistico del Festival. Non abbiamo capito male, vero? Perché SONOILDIRETTOREARTISTICO è stato l’intercalare più usato del Festival. Più di “chiaro”, “insomma”, “sapete, no?” o “per così dire”.

Continuiamo a raccontarvi la nostra opinione Sanremo 2018 svelandoci che avremmo preferito che a condurre il festival fosse Yuri Chechi, così tra una canzone e l’altra avremmo potuto goderci una performance sportiva.

E invece, tra una canzone e l’altra, c’è stata sempre un’altra canzone, tipo le due famose alternative di Massimo Troisi: o parto, o parto.

Opinione Sanremo 2018 OUTFIT Hunziker.
La Hunziker vestita Armani Sì, la Hunziker vestita Ferretti un grande Sì, la Hunziker vestita Trussardi Nì, ma forse perché non ci va giù che lei abbia un Trussardi addosso tutti i giorni, direttamente così, pelle a pelle.
La Hunziker vestita Moschino Mah: l’abito petaloso ci sembra nato da un disegno sbagliato di una bambina delle elementari, chissà se riuscirà davvero ad entrare nel vocabolario, pardon in armadio.

Opinione Sanremo 2018 modalità Favino.
Favino bravissimo, anche se tra lui e John Travolta della “Febbre del sabato sera” passava solo una giacca (e i Bee Gees ospiti con Stayin’ Alive, che purtroppo non si sono visti. Anche se poi, avrebbero cantato “Quella sua maglietta fina”, quindi meglio così).

Opinione Sanremo 2018: momento peggiore.
Lo sketch femminista è stato il punto più basso delle 4 serate perché è stato proprio un insulto all’intelligenza femminile e anche a quella maschile ?

Opinione Sanremo 2018: i super ospiti.
I Negramaro. Sono arrivati con in una mano la pagella della terza media, quella in cui il professore astioso consigliava l’inserimento nel mondo del lavoro, e nell’altra la laurea con 110 e lode. Con la terza mano hanno fatto pure tié.

Arisa. Quella figa è rimasta su Instagram. A Sanremo ha mandato Levante a duettare con Caccamo. Il grande talento su cui puntare, cara Arisa, è l’uso di Photoshop.

Opinione Sanremo 2018: palco e scenografie.
Allora gente, l’hanno definita Total white con palco a specchio, e avrebbe dovuto rappresentare un agglomerato urbano di una città del futuro. Noi adesso non sappiamo quale sia la concezione del futuro degli architetti che l’hanno progettata, forse quella di “Ritorno al futuro”, ma la sensazione era proprio di ritorno al passato, credeteci.

Ah, la Pausini tutta nera corvino da testa a piedi (esclusa “qualche” lucina del vestito) è sembrata un petardo. Per fortuna non è esplosa in diretta. Comunque, una tra le migliori ospiti.

Nel mentre di questa ultima serata che va, i telespettatori stanno cercando il codice per votare “Passerotto non andare via”.

La nostra opinione Sanremo 2018 conclusiva è bene ma non benissimo.
I cantanti, nell’insieme, non male come altri anni, ma il nostro genere è altra storia, quindi, chissà, magari semplicemente non li abbiamo capiti noi e ce ne scusiamo. Vi confidiamo solo che “Almeno pensami”, cantata da Ron e scritta dall’immortale Lucio Dalla, avremmo preferito ascoltarla cantata da Dalla.

Attendiamo l’ultimo outfit di Claudio (oltre alla marca del suo fondotinta dalla prima serata).
Considerando il climax crescente, potrebbe uscire travestito da Vescovo della diocesi Ventimiglia-Sanremo. Che poi, vabbè, è pure il Sabato di Carnevale, e potrebbe passare senza troppi strascichi pure questa.

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