Brachetto d’Acqui: la dolcezza trasversale di un vino del Piemonte

brachetto d'acqui

Per esprimerla, la dolcezza la devi sentire.

Devi provarla, quindi osservarla con attenzione, poi annusarla, maneggiarla, assaggiarla con la punta della lingua prima e a pieno palato poi.

Durante un live show cooking esclusivo, il maître chocolatier Ernst Knam ha dimostrato come la dolcezza può anche cambiare di stato, elevarsi, mescolarsi e creare nuovi sapori, che puoi solo finire per amare.

In collaborazione con il Consorzio Tutela Vini d’Acqui, lo Chef ha realizzato per noi una limited edition di cioccolatini al Brachetto d’Acqui DOCG, un vino piemontese riconoscibile per il suo colore rosso da cui riverberano riflessi viola del pensiero e rosati, per aroma di frutta, uva appena colta e fiori e per palato dolce, morbido, solleticato da un perlage fine e persistente.

Un vino elegante, frutto dell’autoctono nominato “Vitigno dell’anno 2024” dalla Regione Piemonte, che per le caratteristiche uniche nel suo genere e le antichissime origini merita rinnovato interesse e di non essere dato per scontato, come l’Amore.

Il vitigno, la storia e la vinificazione del Brachetto

Il Brachetto è un vino che prende il nome dall’omonimo vitigno autoctono da cui viene prodotto. 

Secondo fonti storiche, era già conosciuto e apprezzato ai tempi dell’Impero Romano. Nel 1817 venne addirittura descritto come un “vino celebre”, segno della sua lunga tradizione. 

Oggi la sua produzione si concentra nell’area delle cosiddette Colline degli aromatici, un territorio che comprende diversi comuni piemontesi, tra cui:

Vesime, Cessole, Loazzolo, Bubbio, Monastero Bormida, Rocchetta Palafea, Montabone, Fontanile, Mombaruzzo, Maranzana, Quaranti, Castel Boglione, Castel Rocchero, Sessame, Castelletto Molina, Calamandrana, Cassinasco, Nizza Monferrato, Acqui Terme, Terzo, Bistagno, Alice Bel Colle, Strevi, Ricaldone, Cassine e Visone.

La varietà dei terreni in questa zona gioca un ruolo fondamentale nel carattere del vino: mentre i suoli di Nizza Monferrato sono prevalentemente argillosi, quelli di Acqui Terme presentano una maggiore componente sabbiosa e limosa. 

Questa diversità geologica incide profondamente sul profilo aromatico delle uve e, di conseguenza, sui vini che ne derivano, conferendo loro sfumature olfattive uniche e inconfondibili.

Le sue uve si caratterizzano per grappoli dal colore che varia tra il blu e il viola, sprigionando un intenso e inconfondibile profumo di rosa

La vendemmia avviene solitamente entro i primi giorni di settembre e la produzione risulta piuttosto contenuta rispetto ad altri vini, con una superficie coltivata di circa mille ettari e una resa di 80 quintali di uva per ettaro. 

brachetti d acqui

Il Brachetto d’Acqui DOCG

Esistono tre tipologie di Brachetto d’Acqui, ovvero il vino rosso, lo spumante, il passito

Il riconoscimento ufficiale è avvenuto nel 1996 grazie al Consorzio di tutela, anno nel quale venne assegnato a questa produzione il prestigioso riconoscimento di qualità DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita). 

La DOCG ha definito con maggiore precisione anche dal punto di vista legale e amministrativo le peculiarità di questo vino distinguendolo dalle altre produzioni.

La tecnologia di produzione attuata per la quasi totale produzione del Brachetto d’Acqui è quella del metodo Charmat o Martinotti.

La fermentazione avviene in un’autoclave pressurizzata e a temperatura controllata, per un periodo di 30 giorni, durante il quale gli zuccheri presenti vengono trasformati in alcol e anidride carbonica ad opera dei lieviti. 

Il prodotto viene quindi subito imbottigliato ed è pronto per essere consumato.

Le caratteristiche organolettiche del Brachetto d’Acqui

Come accennato in apertura articolo, il Brachetto d’Acqui si presenta alla vista con un intenso colore rosso rubino o porpora, da dove si evidenziano riflessi violacei, tendenti al rosato o al granato chiaro. 

Il profumo è delicato ed aromatico, si denotano aromi di frutta rossa e rosa.

Al palato è dolce, elegante, delicato e morbido e nella tipologia spumante il perlage è fine e persistente.

Il contenuto in alcool di entrambe le tipologie di Brachetto d’Acqui è relativamente contenuto.

Il Brachetto d’Acqui è un vino che non ama l’invecchiamento; per questo, il suo consumo non dovrebbe andare oltre i due anni dalla vinificazione.

Gli abbinamenti del Brachetto

Servito a una temperatura tra gli 8° e i 12°C, accompagna soprattutto dolci e frutta.

Ben si presta a supportare la preparazione di sorbetti e cocktail e, come visto oggi, a farsi ingrediente di dessert e cioccolatini.

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