Ante di cielo


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Certi cieli pensi che sia opportuno indossarli solo nei mesi in cui sono lungamente azzurri, fino a dopo l’ora di cena, anche la più tarda, quella in cui il sole che li accompagna li scalda così tanto da renderli accesi vicino all’imbarazzo.

E invece, io, certi sprazzi di celeste preferisco spalancarmeli sulle braccia o sulle gambe o sulle mani di un accessorio proprio inaspettatamente, tra ovvietà stagionali di nuvoloni fresco di lana grigi o tendenti al buio, tra cemento metropolitano che non è spiaggia balneare.

È proprio quando la pelle è un po’ più bianca ma ancora frizzante che ha bisogno di lieve colore, di chiazze di luce, di coraggiosa speranza di stile, per piacersi allo specchio di vetrine illuminate, a passeggio, per mescolarsi ai dictat delle convenzioni tendenti all’inverno, emozionalmente compromessi e guardarobieri.

Avete presente i riverberi tra le nuvole di metà settembre in città, con la luce del primo solstizio assai lontana?
Frivole ironie di quasi autunno, tra terra di città all’orizzonte e cielo di vacanza ormai alle spalle.

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Immagini da:
FrenchBK
Pretty Stuff

7 commenti su “Ante di cielo”

  1. Il cielo di vacanza ormai alle spalle ce lo custodiamo nel centro del nostro cuore. Che magie sai costruire evina, coi tuoi luoghi onirici che sembrano usciti dai quadri di un pittore! Innamorato! Baci azzurri!

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