Effetto ottico: Carolina Herrera s/s 2014

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Ricordo di aver assaporato alcuni miraggi, da certe angolazioni del Sahara, così dettagliati e vividi da non riuscire ad accettarne, qualche metro più avanti, la dissolvenza, l’illusione, la reale irrealtà. Per non parlare di quando la luna è grandissima, un castello in aria naturale, gravitata a terra dal niente di un filo inesistente, e ci burla di una dimensione immaginaria, unicamente suadente e niente affatto sincera.

Apparenze.

Mari profondissimi dall’alto di uno scoglio che a riva si rivelano pozze di golfi stagnanti, discese d’auto che per un attimo somigliano a salite, e addirittura persone, che non sono altro che il trucco di se stesse, che si possono anche vedere ad occhi chiusi, ma solo per pochi istanti, come tutto ciò che non è vero e che si imprime per abbaglio.

Effetti ottici da amare, da odiare, da collocare o da ridimensionare.

La collezione spring summer 2014 di Carolina Herrera si situa proprio a metà tra una figura possibile e un paradosso prospettico: abiti facili che possono ingannare un giudizio per fantasie ritenute impegnative solo perché non neutre o per tagli dichiarati scomodi, esclusivamente perché lunghi.

Capi che puntano a un effetto ottico contrario, che da una considerazione vogliono tornare a una percezione personale passando per una verità, insegnando a vedere uno stile possibile per se stessi oltre che ad ammirare quello privilegiato da uno sguardo di massa.

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Immagini da: TheCut

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