Il gioco delle coppie





Li vedi baciarsi al parco o litigare al supermercato e non puoi fare a meno di osservarli.
Simili come fratelli o spaiati come un vecchio servizio da tè.
Quando li conosci ti chiedi come abbiano fatto a finire l’uno tra le braccia dell’altra,
e quando inaspettatamente si lasciano ti domandi come sia potuta finire.

23 commenti su “Il gioco delle coppie”

  1. Eh si….certe volte lo “spaiamento” è solo apparente. Io li guardo da come cammino insieme. Credo che anche per me e mio marito sia così.

  2. Sarà’…ma molto spesso mi capita di pensare la stessa cosa,come facciano certe coppie a sopravvivere e a non scoppiare nonostante tutti i problemi evidenti che sono molto visibili a chi li guarda da fuori!

  3. “Quando li conosci ti chiedi come abbiano fatto a finire l’uno tra le braccia dell’altra,
    e quando inaspettatamente si lasciano ti domandi come sia potuta finire”…una frase bellissima che mi ha emozionata,bravissima!

  4. A volte penso che esistano dei fili sottili a tenere unite le persone.
    Molte altre volte, invece, mi ricredo e penso che, forse, così esili quei fili non sono affatto.

  5. E come sia potuta finire è una domanda che mi ripeto spesso, un po’ meno da un po’ di tempo, ma sempre abbastanza.

    Bellissime le foto di ‘sfioramenti’.
    Io ricordo con un brivido il camminare affiancati sfiorandosi le braccia. Un contatto paradossalmente molto più intenso del tenersi per mano.

  6. Quattro righe. Esattamente quattro. Poche parole, scelte con perfetta sapienza romantica. Ed io mi ritrovo, improvvisamente, a fissare il monitor con i brividi sotto la pelle.
    Sarà che certe emozioni, per me, sono recenti. E sono, purtroppo, emozioni vissute a metà. Nel bene e nel male.

    Un sorriso. Antonia.

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