Abbiamo avuto il piacere di intervistare Marco Gabrielli, maestro dell’arte sartoriale specializzato in abiti da sposa.
In questa scambio, ci svela il suo approccio all’eleganza senza tempo e l’arte di creare sogni su misura.
Ci piace definirlo “poeta dei tessuti” e siamo sicure che dopo aver letto questa chiacchierata capirete il perché.
1. Hai avuto l’opportunità di lavorare per una maison prestigiosa come Dolce & Gabbana. Qual è stato l’insegnamento più prezioso che hai tratto da questa esperienza?
Ho avuto la fortuna di essere inserito nella sartoria dell’ufficio stile del Sig. Dolce, un’esperienza che mi ha permesso di lavorare a stretto contatto con lo stile, con i modellisti e con le sarte più esperte della Maison.
Da loro ho imparato moltissimo: dalla conoscenza approfondita dei tessuti alle lavorazioni più sofisticate, fino all’arte dell’alta sartoria.Inoltre, ho avuto l’opportunità di partecipare attivamente a eventi e sfilate, apprendendo come si organizzano e si gestiscono nel dettaglio.
Oggi mi considero un sarto completo, con tutte le competenze necessarie per affrontare con professionalità ed eccellenza ogni fase del lavoro sartoriale.

2. C’è stato un momento particolare, in cui hai capito che avresti voluto fondare il tuo atelier?
Nel mio intimo l’ho sempre sognato, anche se per molto tempo ho avuto timore che potesse essere un passo troppo grande. Poi, nel 2021, una serie di eventi mi ha portato, quasi con naturalezza, a fondare il mio atelier.
Fin da subito ho desiderato dargli un’impronta ben definita: creare abiti senza tempo, caratterizzati da una qualità sartoriale assoluta.
Perché, anche se oggi sono il couturier, nel cuore resto un sarto. Non riesco a immaginare un giorno senza toccare un tessuto, impugnare le forbici o prendere ago e filo per realizzare quel punto che fa davvero la differenza.In sartoria, tutto deve passare dalla mia testa, dalle mie mani e, soprattutto, dal mio cuore. Il mio lavoro è passione allo stato puro, proprio come i miei abiti.
Amo creare capi che richiamano il gusto dei tempi passati, che esaltano le forme del corpo femminile e che trasmettono un’eleganza sofisticata ma mai ostentata.
Desidero che ogni donna che indossa una mia creazione possa esprimere la propria individualità, il proprio senso del bello e dell’eleganza senza tempo.La mia filosofia è semplice: dare a ogni donna la possibilità di sentirsi una principessa.


3. Il tuo lavoro è interamente artigianale e curato nei minimi dettagli. Quali sono i passaggi fondamentali nella creazione di un abito su misura?
Se dovessi riassumere il mio processo in poche parole, direi che tutto parte dall’ascolto e dalla comprensione dei desideri della cliente.
Da lì prende forma lo schizzo dell’abito, si scelgono con cura i tessuti e si procede con la realizzazione del cartamodello e della tela di prova, che viene studiata prima sul manichino e poi direttamente sul corpo della cliente.
Successivamente si passa al taglio del tessuto, alla confezione dell’abito e a tutte le lavorazioni aggiuntive — come ricami, applicazioni e finiture sartoriali — fino al completamento del capo. Il tutto si conclude con la prova finale e una stiratura impeccabile.
Per me, ciò che è davvero imprescindibile è l’attenzione assoluta a ogni singolo passaggio, curato nei minimi dettagli.
Perché il vero lusso non risiede nell’opulenza, ma nella perfezione di un dettaglio semplice, fatto con maestria e amore.
4. Lavorando da solo, come riesci a mantenere un equilibrio tra la creatività e la gestione dell’atelier?
La mia giornata non finisce mai, perché la sartoria è la mia passione. E quando si vive di passione, non è mai abbastanza.
Durante il giorno seguo e coordino tutte le attività dell’atelier. Nei momenti di pausa, magari schizzo un nuovo capo, studio i tessuti proposti dai fornitori, faccio prove di cucito o di ricamo, oppure mi aggiorno guardando sfilate e presentazioni.
Ma è la sera, quando il mondo rallenta, che il mio estro creativo si libera davvero.
Spesso mi ritrovo a disegnare fino a tarda notte, senza accorgermi del tempo che passa.
L’eccezionalità nasce da un dettaglio, da una piega del tessuto, da una lavorazione inaspettata.
È pura creazione, ed è proprio questo che mi riempie di energia ogni giorno.
5. L’abito da sposa è il simbolo di un momento unico nella vita di una persona. Come riesci a tradurre le emozioni della sposa in un abito?
Una volta compresi i desideri della cliente, metto in campo tutto ciò che so della mia arte, perché per me essere sarto significa anche essere, in parte, un artista.
Attraverso la scelta dei tessuti, lo studio del modello e delle lavorazioni, riesco a tradurre un desiderio in realtà.
È un percorso ogni volta diverso, affascinante, unico e irripetibile.
E poi arriva quel momento magico: quando la cliente, alla prima prova della tela, si guarda allo specchio e si commuove, magari con una lacrima che le scende sul viso.
È un’emozione profonda, che viviamo insieme. Un istante impagabile, che ogni volta mi ricorda perché faccio questo mestiere con tanta passione.

6. Creare un abito è un processo lungo e complesso. Qual è il momento più emozionante per te, dalla prima bozza fino all’abito finale?
Nel mio processo creativo non esiste un momento meno intenso di un altro: ogni fase ha il suo valore, la sua importanza, la sua energia.
Se però dovessi indicarne due che racchiudono l’essenza del mio lavoro, direi la prima bozza e la prova finale.
La prima è l’inizio del sogno, la visione che prende forma.
La seconda è la sua realizzazione, il momento in cui tutto si compie e si rivela davanti agli occhi, con emozione autentica.
7. Nel mondo bridal si parla spesso di tradizione e innovazione. Come si riesce a coniugare il rispetto della sartorialità classica con un linguaggio moderno?
Bisogna distinguere due aspetti: la sartorialità è una tecnica esecutiva composta da processi e regole.
A volte si realizzano delle novità, ma un cliente attento può comprendere anche da solo cosa significa alta sartorialità. Per esempio abiti che non fanno grinze vicino alle cuciture, risvolti curati sia del corpino che della gonna, che i ricami abbiamo delle figure che combacino e via dicendo.
Il linguaggio moderno riguarda invece di più lo stile e le tendenze.
Reinterpretare con linee attuali abiti del passato è oggi una tendenza diffusa.
Io rimango però più nel realizzare un abito unico unico su misura, che esprima tutte le caratteristiche della personalità della cliente, che confezionare loro un capo di tendenza, magari non adatto alla cliente.

8. Se dovessi descrivere l’essenza di un abito firmato Marco Gabrielli Atelier in tre parole, quale sceglieresti?
Sartoriale, Unico, Eterno
9. Il tuo atelier offre un servizio esclusivo e altamente personalizzato. Ci puoi raccontare come si sviluppa l’esperienza su misura per le clienti più esigenti?
Quando incontro una cliente nel mio atelier, il primo passo è sempre l’ascolto: cerco di capire i suoi desideri, e insieme esploriamo cosa le piacerebbe davvero indossare.
Proviamo alcuni capi campione per immaginare come potrebbe essere il suo abito, per individuare insieme i dettagli che la valorizzano e la fanno sentire sé stessa.
A questo punto realizzo un bozzetto del modello, così da offrirle una visione d’insieme del suo outfit. Poi si scelgono i tessuti, i ricami, i pizzi e tutti gli elementi che daranno vita all’abito.
Segue la preparazione della tela di prova, costruita sulle sue misure: in questa fase si verificano vestibilità e proporzioni, si correggono eventuali imperfezioni, e si rifinisce il tutto con la massima cura.
Solo allora si procede con la confezione dell’abito definitivo, nel tessuto scelto.Infine, l’ultima prova: ed eccola lì, una nuova principessa pronta per il suo giorno speciale.
Scegliere di affidarsi a un sarto per realizzare un abito su misura è un’esperienza a 360 gradi: sensoriale, visiva, emozionale e intima.
Il couturier diventa quasi un confidente, un punto di riferimento, che dona sicurezza e presenza.
Quante volte si apre l’armadio e si pensa: “Non ho nulla da mettere”?
Avere un abito fatto solo per te, senza tempo e perfettamente tuo, cambia completamente il modo in cui ti presenti al mondo. E in ogni occasione, ti rappresenta.

10. Per i clienti esiste la possibilità di avere un servizio di assistenza sartoriale il giorno del matrimonio?
Da quando ho aperto il mio atelier, ho sempre creduto che per una sposa l’esperienza non inizi con l’abito, ma da quel primo momento in cui varca la soglia, fino al giorno del matrimonio.
Quel giorno è un vortice di emozioni, in cui ansia e felicità si intrecciano. È per questo che ho scelto di essere presente anche lì, accanto a lei. Perché il sarto, che per mesi è stato confidente e guida, deve esserci anche quando tutto prende vita.
Su richiesta, il nostro atelier si occupa personalmente di portare l’abito sul luogo del matrimonio, di curarne lo stiro finale e di assistere la sposa nella vestizione.
La accompagno poi durante tutta la cerimonia, affinché possa risplendere sempre nella perfezione del suo abito.
Durante gli shooting mi interfaccio con makeup artist, wedding planner e fotografo, per coordinare ogni dettaglio e rendere quel momento davvero unico, impeccabile e armonioso… come una cucitura ben fatta.
Sono un professionista, certo. Ma in quel giorno, sono anche l’amico che ogni sposa vorrebbe al suo fianco.


