Quelle bollicine in Franciacorta…

bollicine franciacorta

La Franciacorta è uno di quei territori che sembrano nati con una vocazione precisa, quasi naturale, per il vino di qualità.

Siamo in Lombardia, tra la città di Brescia e il Lago d’Iseo, in una fascia collinare che gode di un microclima particolarmente favorevole.

Il lago svolge un ruolo fondamentale: mitiga le temperature durante tutto l’anno, protegge dalle gelate invernali e favorisce una costante ventilazione estiva, creando condizioni ideali per una maturazione lenta e regolare delle uve.

A rendere unico questo territorio contribuiscono anche i suoli, di origine morenica, formatisi grazie all’azione dei ghiacciai che un tempo occupavano la zona.

Si tratta di terreni molto vari, ricchi di sabbia, limo, ghiaia e ciottoli, capaci di garantire un drenaggio ottimale e di conferire ai vini eleganza, sapidità e una spiccata finezza aromatica.

Questa diversità pedologica permette inoltre di ottenere espressioni differenti anche a breve distanza, arricchendo il profilo complessivo della denominazione.

I vitigni principali sono Chardonnay e Pinot Nero, veri pilastri della produzione, affiancati dal Pinot Bianco e dall’Erbamat, varietà autoctona riscoperta negli ultimi anni e oggi sempre più utilizzata per apportare freschezza e acidità, soprattutto nelle cuvée a lungo affinamento.

È proprio grazie a questo equilibrio tra clima, suolo e varietà che la Franciacorta ha sviluppato una forte identità nella produzione di spumanti metodo classico.

Qui la rifermentazione in bottiglia non è soltanto una tecnica produttiva, ma un elemento culturale che definisce lo stile: lunghi affinamenti sui lieviti, ricerca della complessità e una bollicina fine, mai aggressiva, che accompagna vini profondi ma sempre eleganti.

Franciacorta, la nascita di un’idea: Berlucchi e Ziliani

La storia moderna della Franciacorta ha un momento chiave ben preciso, che segna il passaggio da territorio agricolo a vera e propria area vocata alle grandi bollicine.

Tutto nasce dall’incontro tra Guido Berlucchi e Franco Ziliani nei primi anni ’60.

Ziliani, giovane enologo animato da uno spirito innovatore, intuisce le potenzialità di queste colline e propone a Berlucchi di sperimentare la produzione di uno spumante metodo classico, sul modello dei grandi vini francesi.

L’idea, inizialmente quasi visionaria per l’epoca, prende forma nel 1961 con le prime bottiglie. Il successo arriva rapidamente, sorprendendo anche i suoi stessi ideatori.

Quella che era nata come una sfida si trasforma presto in un progetto più ampio: altri produttori iniziano a credere nel metodo classico e a investire nel territorio.

Nel giro di pochi decenni, la Franciacorta costruisce una reputazione solida, fino a ottenere il riconoscimento della DOCG e a imporsi come uno dei riferimenti italiani, e non solo, per gli spumanti di alta qualità.

Un percorso che unisce intuizione, coraggio imprenditoriale e una crescente consapevolezza del valore del territorio.

Due cantine, due interpretazioni contemporanee: Romantica e Santus

Romantica Franciacorta

Oggi la Franciacorta si presenta come un mosaico articolato di aziende, ciascuna con una propria visione stilistica e produttiva.

Tra queste, Romantica Franciacorta rappresenta un volto giovane e contemporaneo della denominazione.

Nata nel 2007 ad opera della Famiglia Avanzi (che possiede anche un’azienda vitivinicola sul Lago di Garda) la cantina possiede 10 ettari tutti intorno all’azienda, con una netta prevalenza di Chardonnay, circa il 9 ettari mentre 1 ettaro è dedicato al Pinot Nero utilizzato per il Rosè, e produce circa 60 mila bottiglie l’anno.

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I Franciacorta di Romantica si distinguono per uno stile preciso e pulito, orientato a valorizzare la fragranza del frutto e la scorrevolezza del sorso.

È una Franciacorta accessibile, dinamico, perfettamente in linea con i gusti moderni e caratterizzato da una scelta ben precisa: la produzione di solo millesimati.

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Abbiamo degustato il Blanc de Blancs millesimato 2021 Brut, un mix perfetto di mineralità, frutta agrumata e tostata, con un finale che vira sulle erbe medicinali.

A seguire il Blanc de Blancs Extra Brut sempre 2021, le cui uve chardonnay provengono dal vigneto fronte cantina e una piccolissima parte, circa il 7%, viene vinificata in barrique. Bollicina diretta, verticale ma anche piena, con richiami alla pasticceria e alla vaniglia.

Il Rosè millesimato 2021, 90% Pinot Nero e 10% Chardonnay, 30mesi sui lieviti, color buccia di cipolla, con richiami floreali e fruttati, soprattutto melograno e una struttura che dà al vino consistenza e lunghezza.

Infine, la Riserva 2025 a base di Chardonnay in purezza, con sboccatura 2024, dove dominano le note di lievito, pane appena sfornato e una componente erbacea assolutamente piacevole ed equilibrata.

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Santus Franciacorta

Di segno non troppo diverso è l’impostazione di Santus Franciacorta, realtà che punta su un’espressione artigianale e territoriale, con un’attenzione decisa sul lavoro in vigna, con pratiche sostenibili e una cura particolare per ogni parcella.

L’Azienda, nata nel 2000, produce dai suoi 10 ettari di proprietà circa 70 mila bottiglie l’anno. I vini di Santus risultano strutturati, talvolta più complessi, di grande profondità e carattere.

Abbiamo degustato il Brut a base di Chardonnay per l’80% e di Pinot Nero per il restante 20%, che affina sui lieviti per 18 mesi. Un vino minerale, fortemente sapido, con note di erbe di campagna, molto equilibrato e piacevole.

A seguire il Saten, Chardonnay in purezza, 30 mesi sui lieviti, che esprime al naso note di mentuccia e in bocca una morbidezza piacevolissima.

Poi il Rosè, Pinot Nero 100%, Pas dosè, 40 mesi sui lieviti. Note gradevoli di fragoline di bosco e un finale leggermente ammardorlato, che rendono il vino eclettico e di buona struttura.

Quindi il Pas Dosè, 70% Chardonnay e 30% Pinot Nero, 24 mesi sui lieviti. Bollicina floreale con sensazioni di erbe aromatiche e frutta matura, pur mantenendo una corretta mineralità, sia al naso che in bocca.

L’ultimo Franciacorta assaggiato è stato Essenza, uno Chardonnay 100% botritizzato, con un affinamento di 100 mesi sui lieviti. Un vino estremo, con richiamo ai fiori secchi, ai funghi, ai fichi secchi, alla frutta tostata. Vino particolare, certamente unico e spiazzante.

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Due approcci differenti, ma complementari, che raccontano bene la ricchezza della Franciacorta contemporanea: un territorio capace di evolversi, sperimentare e dialogare con il presente, senza mai perdere il legame con le proprie radici.

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