#sticazzi

sticazzi

In ogni assurdo quotidiano che si rispetti, lo #sticazzi sta bene con tutto.

Calza a pennello in qualsiasi situazione, come una borsa in jeans che sbuca da un cassetto sempre al momento opportuno, salvifica, neutra e all’apparenza inosservata.

Te lo accosti liscio, modello pochette, durante una serata bon bon, scusate volevo scrivere bon ton, in cui ti stai davvero fracassando le palle ma non ti è lecito andare, né tantomeno imprecare apertamente o evitare sorriso deprimente, ma assolutamente conveniente. Di solito è il momento in cui sei di fronte al tavolo “alcol in mescita” (cioè, lì ci passi tutta la sera ma in quell’istante ci stai proprio seduta sopra) e con visino da Bambi chiedi salvezza facendotelo scivolare come completamento drink diverso da un’oliva: “Un margarita, sticazzi. Grazie”. Lo ode solo il barman, ma basta e avanza, perché è colui che un minuto più tardi ti mette il bicchiere tra le dita più o meno con: “Ecco a lei, sticazzi”.

Puoi usarlo poi in veste “bag”, più ruvido e meno nascosto, in pieno mood da ufficio. Ci fai planare dentro ogni diavoleria (nella borsa intendo) alle sette e mezzo del mattino, e va da sé che quando ci scavi dentro con pieno tacco da giorno che batte a terra come il Bambi di cui sopra (ma in modalità utilizzo zampa e non occhi) possa venirne fuori una chiave USB, un ombretto o uno sticazzi.
Eh sì, questo esce così, pace all’anima sua.

La terza situazione di consumo sticazzi è la più inattesa, e di conseguenza la più goduta nell’enunciazione.
Per esempio, può materializzarsi in fascia oraria giornaliera low profile, mentre sei alla fermata dell’autobus con attorno molte signore in piedi, diritte e inamovibili al pari di briccole da laguna, o nella sala d’attesa del dentista.
Se ti trovi nella seconda ipotesi, la donna seduta davanti a te guarda la tua borsa che non è né diurna, né serale (pertanto perfetta) con curiosità, mentre tu calzi scarpa stringata bassa imitazione Hemingway-total-relax e ti senti moooolto easy chic e moooolto sicura di te.

Fino a che non arriva quel whatsapp. Né scomodo, né catastrofico, ma abbastanza fastidioso da rovinarti un programma o una situazione molto prossima, non ancora degustata ma in procinto di, e in grado di tirarti fuori lo #sticazzi.
Quello vero, lontano dal “mecoioni” liberatorio in accezione positiva, disarmante e necessario al punto da richiedere:
a) citazione letterale nel messaggio di risposta;
b) tweet con tag di condivisione;
c) fuoriuscita ad alta voce nei paraggi di donnadaldentista.

Donnadaldentista che in quel momento si ricrede su tutto e decreta che non acquisterà mai nella vita una borsa di jeans. Nemmeno se firmata Miu Miu.

Borse Miu Miu Denim Biker Spring Summer 2014
Scarpe in senso orario a partire dall’alto:
Sandali in pelle 80 MM rosso mattone Marni
Sandali gialli “Lottie” in pelle Jimmy Choo
Stringata in pelle effetto cavallino Tod’s

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