Competenze trasversali femminili



Aspettavo Lisa, l’altra mattina.
Le avevo fatto preparare dal banqueting anche le crostatine con confettura di fichi, perchè so che le piacciono tanto.
Invece, al posto di Lisa, è arrivata Emma a rappresentare l’Azienda durante il workshop di lancio nuovi prodotti per l’anno 2011.

Molto alta, molto giovane, molto profumata e molto attraente, Emma, l’altra mattina, non indossava le calze, per accompagnare il suo tubino minimal decisamente molto sopra al ginocchio, e non indossava nemmeno il reggiseno, sotto alla camicia di seta bianca.

Strano, ho pensato, che Lisa le permetta questo.
Solitamente si raccomanda sempre con me di consigliare alle hostess un look sobrio, farcito di collant scuri anche in pieno luglio.
Etichetta, finezza, cortese anonimato. Presenti, ma trasparenti.

Da quando Emma è entrata dalla porta a vetri, è virato il vento, in area registrazioni.
Un fervore insolito per le 8.30 del mattino.
Un brusio di sottofondo si è sovrapposto piano piano al rumore dei cucchiaini che sbattono sulla ceramica delle tazzine da caffè.
Il volume delle voci si alza, poco alla volta.
Si chiacchiera più fluidamente.
Eccitazione, effervescenza, movimento.
Tutto si è svegliato!

Emma ride. Ride sempre.
Cammina sinuosa tra la gente, appoggia la mano curatissima sulle labbra per celare una risata troppo scomposta, è colloquiale, parla di tutto, con tutti: la pioggia, il welcome coffee adeguato, il film in uscita venerdì, il primo albero di Natale notato in autostrada.

Felina, sinuosa, incantatrice. La trovo afrodisiaca, ma non elegante.

Si apre varchi tra la folla, i suoi lunghi orecchini tintinnano, dinamici e luccicanti, pesta un piede, chiede scusa, sorride, si ferma di nuovo.

Accoglie. Così si dice in gergo.

Ad un tratto, è un attimo, a Emma cade il foulard di seta grigio.
Le scivola lieve, passa dal collo al braccio fino a toccare terra.
Standby generale delle ginocchia dei presenti.
Fermo immagine.
Lo raccolgo io? Lo raccoglie lui? Chi lo raccoglierà? 
Scattino di un presente sulla destra.
Emma si china.
Lentamente.
Flette le cosce.
Poggia in maniera perfettamente calibrata tutto il peso delle sue lisce lunghe gambe sul plateau 10.
Si rialza.
Sorriso.
Play. Si riparte.
Una folata di Coco Mademoiselle inebria i nasi più reattivi.
Uno sguardo. Due sguardi. Tre sguardi. È tutto ok. The show must go on.

…Emma…Emma sta ammiccando! Con chiunque!
E… e… e lo fa benissimo! Ecco sul campo un esempio di competenza trasversale perfettamente padroneggiata!
Sono senza parole! Se lo sapesse Lisa!

A dire il vero, con la sua spremuta d’arancia in mano, sembra più partecipare a un Happy Hour, che a un meeting aziendale, e non si accorge di molte cose.
Non si accorge che alcuni invitati accedono alla sala senza registrarsi, ad esempio, che altri sono senza la documentazione dell’evento, che altri ancora hanno il nome errato scritto sul badge e non nota neppure che è tardi, che alle 9.15 il suo evento porta già in scia un quarto d’ora di ritardo.

Le vado vicina.
Cerco di farmi notare.
Le faccio presente che dalla casa madre mi è stato tornato un documento senza una firma. “Se sei troppo impegnata – le sussurro – mando una mail a Lisa che di certo risolverà il disguido in breve tempo”.

“No” – mi ribatte secca – “Lisa non fa più parte del nostro organico. Lo chiedo io al Direttore Commerciale. In dieci minuti avrai tutto ciò che ti manca. Lui, a me, dice sempre di sì“.

Non ne dubito, cara Emma, non ne dubito affatto.


Immagini da:
Whitezine.com
Womenmanagement.blogspot.com

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