Ermione indossava un Lanvin verde salvia







Ieri sera c’era una tale calura…
Era già buio da un pò e, nonostante il fresco della sera stesse provando a fare del suo meglio per mitigare aria e spirito, io avevo ancora caldo.

Sono scesa in giardino ed è stato un attimo.
L’erba era umida, unico beneficio dell’afa della giornata, la brezza si muoveva leggera, ristoratrice e opportuna, e il frinire dei grilli era cadenzato, armoniosa colonna sonora di una tipica scena di inizio estate.

Anche se dissonante dalle mie abitudini “metropolitane”, ho seguito silenziosa l’istinto del momento, che mi invitava ad avvicinarmi al verde, ad appoggiare un piede, poi l’altro, ad inchinarmi, a sedermi, a toccare la terra con le mani.

Solo pochi secondi e non era più caldo, nè freddo e neppure una via di mezzo.
Stasi totale.
Odori, sensazioni, impressioni, percezioni.
Pensiero nessuno, suggestioni tantissime.

Immedesimata o risucchiata, ancora non so rispondermi, ero io l’Ermione dannunziana che tanto ho amato, “quasi fatta virente”, verdastra come una pianta, con una pesca al posto del cuore e 32 mandorle in sostituzione dei denti.

Respiro profondo e consapevolezza che la camicia da notte tinta oliva con il pizzo fattosi muschio, pur se elemento di separazione, mi stava aiutando nella fusione, nell’abbandono alla pace della sera, lei di fibra naturale, lei in gradazione, lei velo di camaleontico colore.

Ho amato il verde, in quel momento.
Ho ripercorso il concetto di panismo, di identificazione con la natura, di rifiuto della razionalità a favore della spontaneità, almeno per una mezz’ora, almeno per il tempo breve di una tarda serata.

Il tempo di una passeggiata al parco cittadino, con sandali verdi.
Il tempo di una cena all’aperto, vestite di uno stile impero color smeraldo.
Il tempo di un tuffo in mare, strette unicamente da un bikini intenso come la menta.
Il tempo di un non pensiero in una notte estiva, accompagnate solo da una stola leggera dello stesso colore della bottiglia che avete quasi allegramente svuotato.

Se già non l’avete, meditate un acquisto verde.
Quest’oggi non garantisco solo charme e sobrietà, ma anche leggerezza, freschezza d’animo e, chissà, forse anche lieve metamorfosi: probabile quella interiore, rara, ma non inverificabile, anche quella esteriore.






Immagini da:
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