Eutanasia di due cappotti

Le hanno accompagnate, scaldate e coccolate per innumerevoli autunni, inverni e inizio primavere.

Sublimi insieme a un tailleur pantalone, sbarazzini con un jeans e romantici sopra a una gonna in seta, non hanno mai perso la loro classe innata, nonostante la veneranda età delle ultime stagioni.

Disponibili amici, hanno sempre offerto spontaneamente le loro piccole e raffinate tasche affinchè potessero scaldarsi le mani, quando ancora non era tempo di lanosi guanti.

Preziosi tesorieri, hanno custodito monete, chiavi, cellulari e lucidalabbra senza mai smarrirne la memoria o lasciarsene sfuggire qualcuno.

Pazienti alleati, non hanno mai sbuffato durante la fastidiosa tosatura dei pallini, nè si sono mai lamentati della colonia estiva forzata presso la grigia lavanderia di città.

Di tempra d’altra epoca, fino alla fine hanno saputo reggersi sulle loro spalle, così da non acquisire mai diversa sagoma o lasciarsi andare a sgradevoli formosità.

Oggi, con grande rammarico, le storiche possidenti ne annunciano la dipartita dai loro armadi,   consapevoli dell’inevitabilità della scelta che non per questo si percepisce meno amara o dolorosa.
Convive con loro la certezza che ipotetici nuovi simili acquisti, pur svolgendo la loro primaria funzione in maniera sicuramente stilosa ed egregia, sempre, ahimè, ricopriranno il ruolo di silenziosi sostituti e non di spumeggianti protagonisti.
Eva e Annalisa ringraziono, commosse, i loro due cappottini neri, colleghi di migliaia di outfit lavorativi, protettori di innumerevoli giornate di nebbia, complici di centinaia di aperitivi all’aperto.

 

Immagini da:
Wegoodlooking.com
Prettystuff.tumblr.com

25 commenti su “Eutanasia di due cappotti”

  1. spero vi abbiano lasciato almeno una cospicua eredità, prima di seppellirlo dai un’ultima occhiata nella tasca interna, un biglietto da venti euro, l’orecchino di tiffany che non hai mai più ritrovato, un rossetto chanel rouge alloure 58 audace…i de cuius ceret volte sanno essere generosi.

  2. E’ il ciclo della vita, bisogna accettarlo, poveri cappotti… innocenti… però a nostro favore gioca il detto: morto un giaccone se ne fa un altro! 🙂
    baci

  3. oggi mi sento ottimista…più che un Addio…per me è un Arrivederci al prossimo Inverno. Riporrò con cura il mio cappotto preferito ben lavato e profumato nell’armadio perchè sia perfetto e pronto a coprirmi quando tornerà il freddo,nel frattempo mi godo i colori ed i fiori della Primavera!
    Come sempre, oltre a quelle che pubblichi per accompagnare i tuoi post,le immagini che evochi con le tue parole sono bellissime!

  4. Mi lasci senza parole, ogni volta. Ma come fai a scrivere così? Io di Eva di Ubique Chic voglio, fortissimamente voglio, il libro e poi la rubrica su Elle, Grazia e anche Vanity Fair. Mi “rovesci la pancia”. E mi stai solo parlando dell’adorato cappottino. Controllato che l’orecchino di Tiffany non fosse finito in una doppia fodera by the way? Un mondo di baci e buon fine settimana.
    https://www.rivierabrides.com

  5. detesto quando devo sepellire un indumento “che funziona come una seconda pelle). non ne trovo spesso. e i miei cappotti sono sacri – solo per le volte che sono uscita di notte con il cappotto da cocchiere viennese con niente sotto…come faccio a buttarlo?!
    infatti resta lì appeso e ognitanto ci metto dentro la faccia e annuso i bei ricordi…

    love, mod

  6. Mi associo al vostro cordoglio tessile!Mi si lacera il cuore quando devo dire addio ad un capo tanto amato e confesso che un cappottino nero , di buon taglio , è davvero insostituibile!

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