Foto del mese: il cimitero delle barche


Ogni anno, quando vado a Lampedusa, chiedo a Raul di accompagnarmi al cimitero delle barche.

Il cimitero delle barche si trova al centro dell’isola ed è un luogo che non è visitato, nè forse conosciuto, dal turismo di massa.
Ci siamo capitati per caso quattro anni fa, abbiamo spento il motorino e siamo rimasti ammutoliti per moltissimi minuti, sotto il sole cocente e con il casco in mano.

Al cimitero delle barche vengono accatastate tutte le imbarcazioni che hanno attraversato il Mediterraneo, troppo clandestine, troppo lente, troppo pesanti e troppo colorate.

È un luogo intimo, dove i colori sgarcianti del rosso, dell’azzurro e del giallo mascherano quelli più cupi, come il marrone dell’aria grave, il nero pece della paura e il grigio fumo delle aspettative tradite e delle speranze disilluse.

È un luogo che amo molto, che ho sempre trovato toccante nella sua dignitosa miseria e nel suo religioso silenzio.

È un luogo a cui penso spesso in questi giorni, quando leggo il quotidiano.

È un luogo che quest’anno, a fine maggio, troverò molto più affollato dello scorso giugno. Purtroppo.

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