Grembiulando: cook and chic

Ne sono certa,strizzandomi la vita in uno di questi grembiuli, pastellerò, sfiletterò, scolerò e sminuzzerò in perfetta sintonia con l’ambiente che mi circonda, canticchiando Frank Sinatra e parlottando, ingenua e appagata, con branzini, ribes e zucchine.
Una grande pace interiore mi invaderà un attimo prima di premere “on” sul minipimer e qualora, INSPIEGABILMENTE, la crema di zucca pimata dovesse schizzare ovunque, mi fermerò, scuoterò leggermente il capo e semplicemente: sorriderò.

Sfornerò grandissimi polli, teneri e dorati, grandissime torte, soffici e delicate, e grandissimi muffins, invitanti e perfettamente lievitati.
Tutto sarà GRANDE, immenso, opulento e appetitoso.
Guizzerò tra il lavello e il frigorifero leggera, sorridente Doris Day del focolare, e proverò un piccolo, ma appagante piacere nel notare come il ritmo sordo del filo di perle che rimbalza sul mio collo sia coordinato alla cadenza del mio dondolare.
Ogni tanto scosterò la larga fascia che avrò tra la chioma, atta a proteggere le vivande da invadenti capelli in caduta libera e a mantenere salda la mia perfetta piega svedese.

Ne ho ordinati due, di questi grembiuli.
La firma è quella di Anthropologie, marchio che ho conosciuto e saccheggiato la scorsa estate negli Usa e che, finalmente, è disponibile tramite shopping on line anche per il mercato europeo.
L’autunno mi fa sempre tornare molta voglia di rimettermi ai fornelli.
Mi piace cucinare, tantissimo, ma non ne ho mai il tempo.

Ho promesso a Raul che questi due accessori con fiocco e pettorina, calzati sopra voluminose sottane, mi trasformeranno in una perfetta – rivisitata – retro housewife e terranno lontani (almeno per un pò) pizze, sushi e carote grattugiate.

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