La differenza tra me e te







Io sì che di casa posso uscirne spensieratamente senza,
non certo tu che di reggere hai innata esigenza.

Non occhi indiscreti, né spalline da domare,
qualsiasi scollatura su di me è facile cosa da indossare.

Tacco e orlo corto, la mia sensualità sempre inoffensiva,
tu acqua sapone e ballerina e comunque sarai eccessiva.

La differenza tra me e te sta tutta già nel paragone:
io coppa di vino francese, tu agreste ed esoso melone.



Immagini da:
Hautemamasfaves.tumblr.com
Jongenandmeisje.tumblr.com

44 commenti su “La differenza tra me e te”

  1. carino 🙂

    io faccio parte della schiera di dotate di eccesso (come lo definisci simpaticamente tu), concordo sull’innata finezza dell’esilità, ma non sulla “a prescindere” volgarità della dotazione, c’è sempre modo e modo di portarsi in giro tutto l’ambaradam 😉

    1. Ecco, solidarizzo con Barbara che mi ha tolto le parole di bocca! Da “esoso melone” invidio un po’ i fisichini alla Audrey ma non credo che avere un seno abbondante sia per forza foriero di volgarità… Eh eh, qui cara Eva mi hai punta sul vivo 😉

  2. Sono un agreste melone, mea culpa. Ma il mio seno entra nella coppa di champagne. Pesa, mi fa male quando faccio le scale, mi fa malissimo prima del ciclo, mi dà fastidio dormire a pancia in giù, mi fa male sdraiarmi sulla sabbia, e spesso viene stritolato dagli uomini. Convivo con le spalline, convivo con i ferretti, i reggiseni della mia taglia compatibili con il mio giro spalle sono introvabili (e comunque dopo due settimane sono da buttare), gli uomini mi fissano più le tette del volto e quando fa caldo passare inosservata è difficile. Ma, se permetti, non ho mai pensato che una donna “senza tette” non sia sensuale, né mai la paragonerò a una tavola da surf. Quindi ti ringrazio del melone, ma lo preferisco alle noccioline.

    1. @ Anonimo: mi dispiace che non hai colto la mia sottile e congenita invidia per l’universo della taglia quarta, nè il mio voler portare gioia e motivazione al mondo orizzontale di noi piatte coppa A. Ciao.

    2. Porto anche io una quarta, capisco “la sottile e congenita invidia”, però un po’ mi son sentita offesa da questo post. Non ho mai vissuto come un problema il mio seno e lo porto con eleganza anche se non è microscopico come quello di certe modelle delle fotografie qui sopra. E anche truccata e con i tacchi non risulto volgare, figurati al naturale e con le ballerine. Il seno piccolo è molto chic, però non demonizziamo quello grosso: c’è differenza tra me e Valeria Marini……

      Sara

  3. Ahahaha mi associo , io sono una ” coppetta ” di vino e sin dall’ adolescenza ne ho sentite di tutti colori!In questa società ossessionata dall ‘ estetica e dalla perfezione una come me passa per insignificante ma io me ne frego e porto con orgoglio la tavola da surf che la natura mi ha dato aahahahaha.In ogni caso mi piace dire ” evviva le donne ” piatte , medie o voluminose che siano!Adoro la tua ironia ed il tuo stile e che foto!
    Baci

  4. Io nella prossima vita rinasco con una prima max seconda, molto piu’ elegante il seno piccolo!
    Anche se mio marito non e’ d’accordo ..che se non avevo due meloni manco mi filava -..-

  5. Collegandomi al post, sappi che ti invidio un sacco. In poche righe hai espresso il mio pensiero senza fronzoli!

    Ma c’è una cosa di cui mi sono appena resa conto: ogni volta che visito questa pagina, mi sento subito in pausa relax, tranquilla e in un mondo fatto di femminilità!

    Complimenti!

    Buona settimana.
    Roberta

  6. finalmente riesco a scriverti, era una delle mie frustrazioni legate al blog! ma ti scriverò in proposito anche via meil.
    che brava che sei, che bellissimi post ci regali. Sempre elegati.
    baci momben

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