La donna che disse sì due volte







Sissi ci riprova, lo rifà, si risposa, ma guai a parlarle di seconde nozze. Le prime furono solo un tragico errore, cancellate da una sentenza della sacra rota che le ha definitivamente annullate perchè rate e non cosumate…Ciò che adesso rimane è rimuoverle dalla memoria di tutti coloro che vi parteciparno.
La futura sposa, ci invita a casa sua per una aperitivo due giorni prima del grande evento e ci chiede di tenere la bocca cucita, perchè i parenti del nuovo sposo non sanno nulla di quelle nozze naufragate su un transatlantico di ritorno dalla luna di miele.E pensare che quel viaggio di nozze fu il regalo di noi amici, allora studenti, che ci indebitammo fino al collo per vederli salpare felici verso una nuova vita. Ovviamente i nostri soldi non ci furono restituiti, perchè il matrimonio forse non fu consumato, ma il viaggio di nozze lo fu di sicuro.
L’entusiasmo di Sissi è alle stelle, ci racconta che questo sarà in tutto e per tutto il suo vero unico matrimonio, si celebrerà in chiesa, ci sarà una cena favolosa e lei indosserà ancora una volta l’abito bianco con il velo e un incantevole bouquet di rose bianche.
In effetti quello a cui assistiamo sembra una replica, il remake a colori di un film in bianco e nero.
Sissi entra in chiesa e affronta la navata sotto braccio al suo papà ed è radiosa nel suo abito di chiffon bianco latte. Non posso fare a meno di paragonarlo all’originale, vale a dire all’abito di taffettà che indossò la prima volta, quando radiosa e leggiadra come oggi avanzò fiduciosa verso l’altare malgrado le avvisaglie (lui la lasciò attendere per oltre 20 minuti). Ma oggi tutto è diverso, la chiesa, l’abito, la maggior parte degli invitati, solo una cosa è rimasta immutata, il papà della sposa che indossa lo stesso abito gessato che aveva allora, persino la stessa cravatta, lo noto solo perchè la sera prima ho ridato uno sguardo alle vecchie foto.
Arrivati al ristorante, come da tradizione portiamo agli sposi il nostro cadeau, vale a dire una bigliettino d’auguri atto a contenere una somma di danaro. Chi mi conosce sa che non sono tirchia, ma spero tanto che Sissi non si risposi mai più.
Quando al termine della cena la sposa ci annuncia che non riceveremo le solite bomboniere perchè i soldi ad esse destinati sono stati donati in beneficenza, io
sobbalzo dalla sedia. Hanno deciso di devolvere in beneficenza il regalo per gli ospiti!? Ciò che mi chiedo è perchè non ci ho pensato io, nel bigliettino d’auguri avrei dovuto scriverle che i soldi destinati al suo regalo erano stati devoluti ad una giusta causa, indovinate quale.
Le foto sono tratte da Style me pretty, la visita al sito è vivamente consigliata.

14 commenti su “La donna che disse sì due volte”

  1. A comprare le scarpe a qualcuno degli invitati al matrimonio i piedi del quale si intravedono nell’ultima fotografia al centro della foto tra quelli della sposa e a quelli di un’altra persona.

  2. La prima parte della storia mi ha colpito molto: un giorno che tutti si aspettano sia unico, ripetuto una seconda volta… auguri Sissi, dal cuore, che tu possa aver trovato il tuo vero principe azzurro!
    Riguardo la seconda parte della storia, di solito si da in beneficienza il denaro raccolto rinunciando alla lista di nozze, non i soldi destinati alle bomboniere! :\

  3. Si spera che questa volta Sissi abbia trovato l’anima gemella!!
    Questa cosa era capitata anche a me ad un matrimonio che partecipai anni fà si usa la beneficienza al posto delle bomboniere!!
    p.s mi piace tanto il fiore della seconda immagine,Aldo che ridere!!
    baci
    Paola.

  4. …ma che risate che mi fai fare…
    ti sto “secontando” da giorni…ho perso il tuo numero di casa e il tuo tel è sempre staccato….mercatino di Posillipo?!
    Un bacio dalla tua stolcker di fiducia..

  5. COME UNA SOAP
    Si era sposata al Comune perchè atea (abito da principessa, bomboniere, annessi e connessi)
    Alla nascita del primo figlio si è convertita a Dio (battesimo, bomboniere, annessi e connessi)
    Tra il secondo ed il terzo figlio ha pensato che fosse il caso di risposarsi in chiesa (abito da principessa, bomboniere, annessi e connessi), nonostante il matrimonio presentasse orrende crepe.
    Questa volta lo strascico, però, lo reggevano i suoi tre figli.
    Poi la separazione, (urla, strepiti, recriminazioni e via dicendo)
    Poi sono tornati a vivere insieme e la notizia, dopo qualche tempo, che si sarebbero risposati.
    Qualche giorno dopo lei lo rimette alla porta (non che lui non lo meritasse, ma anche lei……e i figli cosa avranno provato?)
    Inasprimento dei termini di separazione, ed una guerra senza tregue.
    Oggi sono divorziati e sempre sul piede di guerra.
    Cosa non si farebbe per un abito da principessa e per una festa!
    L’amore, no, non ne vedo in questa storia.
    Nemmeno per i figli.
    Ci sono solo egoismi, voglia di protagonismo e amore per la messa in scena e parlo con cognizione di causa, conoscendo bene i caratteri.
    La storia di Sissi è una commedia rosa, questa che ti ho raccontato io è un dramma.
    Ed è assolutamente vera.
    Un bacio a te, Ady, ed uno a Sissi che, a confronto di altre, è una ingenua novizia.
    Marilena

  6. in effetti è la prima volta che mi capita di sentire una cosa del genere,parlo delle bomboniere,tu e Cecilia avete ragione,la “prassi” vuole che ad essere dati in beneficenza siano i soldi destinati alla lista nozze..certamente la scelta di Sissi è quantomeno originale!
    In ogni caso auguri agli sposi !

  7. @cecilia e paola, giù al sud si usa dare in beneficenza i soldi per le bomboniere, il che è assurdo, bisognerebbe rinunciare alla lista nozze come giustamente affermi tu, cecilia.
    @che brutta storia quella che mi racconti tu amaranta, non metto in dubbio che sia vera, un amore quanto meno tribolato, il loro. certe persone non riescono a stare ne insieme ne separate.
    @giardi, davvero ti piace il bouquet, dimmi quando è il tuo compleanno che ti spedisco i fiori a casa…anzi in ufficio così fai un figurone.
    @st, in effetti cambio spesso numero di telefono per via dello stolking.
    baci a tutti

  8. “For, hear me, Hero: wooing, wedding, and repenting, is as a Scotch jig, a measure, and a cinque pace: the first suit is hot
    and hasty, like a Scotch jig, and full as
    fantastical; the wedding, mannerly-modest, as a measure, full of state and ancientry; and then comes repentance and, with his bad legs, falls into the cinque pace faster and faster, till he sink into his grave.” (William Shakespeare, Much Ado About Nothing)

I commenti sono chiusi.

Shopping Cart
Torna su