La stagione del solarium sul balcone

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Cercasi disperatamente venditore di cocco porta a porta per dichiarare ufficialmente aperta la stagione del solarium sul balcone.

Ciascuno ha il suo mare, a cento passi, a tre fermate di tram, ad un’ora di volo, a due di treno. Ciascuno ha la sua spiaggia, di sabbia fine, di sassi bianchi come pop corn o di minuscola brecciolina.

Ma quell’angolo di terrazzo chiuso allo sguardo del vicino da un ficus benjamin o da un armadio da giardino, coltivato esclusivamente a erbe da cucina, quello è un’oasi a tre passi dal letto e due dal tavolo della colazione, una zona d’ombra con o senza ombrellone, una spa con vaporizzatore d’acqua da rubinetto e all’occorrenza con ventilatore.

Alzi la mano senza indugio chi non vi ha ancora passato un sabato mattina, in bikini griffato o con ancora addosso gli shorts del pigiama, chi non ha steso le gambe bianche sulla ringhiera bollente in cerca di un pelo sfuggito alla ceretta o in attenta contemplazione di un cielo così terso da chiedersi se quello a cento passi, a tre fermate di tram, ad un’ora di volo, a due di treno, sia poi così diverso.
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4 commenti su “La stagione del solarium sul balcone”

  1. Magari avessi un terrazzino con un ficus benjamin. Ahimè ho solo dei microbalconi in cui è praticamente impossibile stendersi o anche sedersi. Più stretti di un loculo e sotto lo sguardo di tutti.
    Mi tocca per forza pensare a una bella spiaggia e al venditore di cocco.
    Baci e buona estate
    Alessia

  2. Io sempre!!! Adoro il terrazzo: per prendere il sole, fare colazione, stendere i panni (ci tocca anche questo) ed ultimamente anche per allenarmi a sera.

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