L’evoluzione poetica


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Anche nella moda, come sosteneva Jodorowski, non si deve cercare la rivoluzione politica ma l’evoluzione poetica, che è un po’ come dire vivete il vissuto, dategli finalmente quell’anima che nemmeno da vivo ha mai avuto: non gettate una gonna, capitela, indossate fino in fondo quello che abita grucce, mensole e cassetti.

Il più della gente confonde la poesia perché non sa riconoscerla o addirittura perché non l’ha mai cercata. A volte la scambia con l’educazione, altre con la tenerezza, la benevolenza, la debolezza. I troppo duri la chiamano cosa frivola, i troppo seri scherzo, gli incazzati eccesso, chi è distaccato addirittura non la chiama perché non la capisce.

La poesia è ovunque, estrapolarla da qualche parte soltanto.

Colare miele denso su frolla secca è poesia, ammorbidire un impasto con il latte è poesia, comprendere un articolo senza giudicarlo è poesia tanto quanto aggiungere uno spacco di seta a uno strappo di denim, una stringa di cuoio a righe bianconere di tendenza, il giallo al grigio, cotone vivo a tessuto tecnico dormiente.

Una collana colorata dal carattere estroverso non è mai eccessiva su un tubino nero decennale perché è divagazione, è licenza poetica, è provare a cambiare fioritura sul terreno argilloso di sempre.

Bisogna imparare ad impugnare le forbici per accorciare un pantalone a vivo, per dare tagli nuovi a storie già lette, per interpretare ed estrapolare anche una frase soltanto da un lungo romanzo: poche parole che per ognuno saranno il verso, il quid, quel pezzo di poesia mai letto dentro un giorno qualunque e tra tanti.

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4 commenti su “L’evoluzione poetica”

  1. Poesia e azzardare abbinamenti.non sempre vengo capita, ma i grandi poeti nn piacciono a tutti!!
    Ridere di sé stessi, anche questo lo è!
    Lalu

  2. …la poesia..sta ovunque. Basta saperla scorgere…ascoltarla anche quando sussurra appena. La poesia nella moda sta in un filo sottile che entra in ago…e chissà quali linee traccerà…ma non solo! Piacere di avervi incontrato!

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