Leggi e calza n. 9


Christian Louboutin - Lewis Carroll

“Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe com’è, perché tutto sarebbe come non è, e viceversa! Ciò che è, non sarebbe e ciò che non è, sarebbe!”
(Alice)

Nel mondo di Alice e di Carroll, una Christian Louboutin 10 centimetri sarebbe comoda in ogni dove, perfino per giocare a croquet, sarebbe bellissima tanto quanto opportuna, economicamente vantaggiosa senza ovviamente perdere di esclusività.

In quel mondo, l’alto dello stiletto corrisponderebbe al basso di un mocassino perché non sarebbe affatto sconveniente liberare le dita dei piedi durante un tè senza filtri, per nulla cerimonioso e colmo di tazze rase di vino.

Si potrebbe seguire un Bianconiglio per farne giacca di lapin da accostare ai sandali senza il timore di essere giudicati, dato che lì si calzerebbero urgenze come fossero equilibri e l’unico nonsense paradossale si rintanerebbe nel languido e vischioso banale.
Le frivolezze sarebbero indispensabili e gli istanti intramontabili, un paese delle Meraviglie reale e non immaginato e il cui portone di ingresso si spalancherebbe ad ogni battito della suola rossa sulla terra.

Dimensioni parallele atemporali che un lusso può concedere, dove “l’unica regola è l’assenza di regole” e dove ogni donna può costruire l’astuzia del sensuale attraverso la fantasia del genuino.

Libro, “Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie”, Lewis Carroll, 1865
Shoes, Christian Louboutin, Au hameau pvc 100 mm

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