Elastiche, please


01 pantaloni elastico caviglia

02 pantaloni elastico caviglia

Siate elastiche sempre, ma sempre di più sul finire del giorno, e del pantalone.

Siate elastiche al ritorno a casa, quando quel baccalà da mantecare per cena vi guarderà languido dalla vasca da bagno, scordato da giorni ad ammollare, e voi non avrete nemmeno il tempo di andarvi a cambiare.

Siate elastiche quando cede un tacco, perché la danza spontanea e abituale del bacino farà sì che una caduta si trasformi per tutti in un inchino.

Siate elastiche perfino davanti ai muri, che un rimbalzo è sempre meglio di uno schianto.

Negli ultimi anni non c’è tendenza che io abbia abbracciato di più di quella del pantalone con elastico sul fondo, e non sto parlando di un pezzo di tuta in stile vagabondo.
Ha quel non so che di trasversale che basta averne un paio soltanto per non sentirsi mai banale: casual chic con ginnica, clutch e camicia in seta, ironico vicino a tshirt ed ankle boot, se poi ci mettete sotto tacco e sopra blazer blu, garantisco che non ce n’è di più.

Avete mai provato ad indossarlo ad elastici asimmetrici? Uno alla caviglia, l’altro che non si capisce se scende o se sale, il cinturino di una scarpa che sbuca, un calzino di cachemire che si vuole far notare.
Si consiglia perfino in modalità pigiama: unite sottoveste e maxipull a coste e non vorrete uscire di casa per una settimana.

Per me ha lo stesso sapore della torta di mele: adeguata a colazione, sfiziosa per merenda, stupefacente nelle vesti di dopo cena; come a dire che sapere mangiare non trova assonanza con il verbo cibarsi perché è sinonimo di saper gustare.

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19 commenti su “Elastiche, please”

  1. Per chi vuole partire
    ma anche un po’ restare
    c’è il treno elastico:
    il primo vagone
    giunge a destinazione
    ma l’ultimo rimane alla stazione
    Per chi vuole partire
    ma anche un po’ tornare
    c’è il treno elastico.
    Si siede in testa al treno
    e va lontano
    e poi se ha nostalgia
    attraversa i vagoni fino in coda
    e torna alla partenza piano piano.

    Roberto Piumini

    bellissimo post

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