Sensi per gli acquisti – n. 3 #Olfatto

L’occhio ha ghignato, il dito graffiato fino a produrre luce,
facciamo largo alle narici, è il fiuto che adesso conduce.

Avvicinare la fibra, inspirare forte eppure adagio,
l’olfatto coglie unicamente il vero, fondamentale è il suo suffragio.

Certo ancora impersonale, ma il buon filato comunque si sente,
inconfondibile come l’odore del pane, che gustiamo molto prima di toccare con dente

Istintivo è pensare all’aroma frizzante di un cappotto dalla neve spruzzato,
o alla morbida fragranza dei panni stesi al sole per il primaverile bucato.

Forse in futuro verrà mescolato con creme o effluvi del migliore ingrosso,
ma l’odore di quel tessuto ce l’avremo comunque per sempre cucito addosso.

Se anche per il naso la malia riuscirà a passare,
ecco giunto il momento della prova, sopra di noi la seduzione bisogna misurare.

(Continua)

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Immagini da:
Crushculdesac.tumblr.com
Keephighhopes.tumblr.com
Rusticmeetsvintage.tumblr.com

28 commenti su “Sensi per gli acquisti – n. 3 #Olfatto”

  1. Unica, ogni parola che usi evoca delle sensazioni fantastiche, sei unica nel descrivere così bene, unica nel trovare queste associazioni..
    grazie per tutti i bellissimi post
    -Amara-

  2. Per me l’olfatto entra in gioco dopo l’acquisto, quando un capo si impregna di un certo profumo, a volte apro l’armadio e mi guida nella scelta, mi ricorda dei momenti in cui l’ho indossato e come se mi volesse dire qualcosa…..baci!

  3. se ci fosse un tasto per l’applauso oltre a quello del commento lo starei schiacciando con tutte e 10 le dita. sei bravissima!

  4. Poesia per un uomo senza senso dell’olfatto

    Questo è semplicemente per informarti:

    che la linea più profonda nell’incavo della mia mano
    ha l’odore di un vecchio banco di scuola,
    coi nomi intagliati consumati e lisi dal sudore;

    che sotto lo spruzzo del mio profumo costoso
    le mie ascelle emettono una nota da basso forte
    come il bum di una palma su un grosso tamburo;

    che l’avvampare umido della mia paura è tagliente
    come il sapore di un tubo di ferro, a metà inverno,
    sulla calda lingua di un bambino; e che a volte,

    nella brezza, i delicati capelli che ho sulla nuca,
    proprio là dove potresti chinare
    la testa, esitando, sfiorando con le labbra,

    trattengono un aroma fragile e preciso come una flotta
    di piccole navi d’origami, pronte a salpare.

    Dal libro Stattern, Kate Clanchy.

  5. Ciao Eva! Anche a me piace la serie di questi posts! Devo dire che con i vestiti l’olfatto lo uso di meno, solo nelle profumerie dove ne esco super profumatissa dopo aver provato un sacco di tester^^’ un bacio e buona giornata!:*

  6. Pensa che una volta pensavo “se dovessi rinunciare per forza ad uno dei cinque sensi sceglierei l’olfatto”… ora non credo potrei più rinunciare al profumo di mon amour… o del pane fresco!!

  7. Purtroppo non ho un olfatto molto sviluppato, mi ci vuole un po’ per cogliere gli odori. Ma è una fortuna, soprattutto quando arriva la mia classe dopo l’ora di ginnastica 😉
    Un abbraccio, bacioni!

  8. Io lo faccio con i libri: li annuso, li respiro. Quelli vecchi e polverosi, nelle biblioteche. Quelli nuovi di zecca, delle librerie di ultima generazione.
    L’olfatto è un senso che non tradisce mai. Ci riporta allo stato istintuale e, anche per mezzo di esso, sappiamo quando un uomo ci piace e quando no.

    Era un po’ che non passavo da queste parti. Sei incantevole come sempre, Eva.

    Un sorriso
    Antonia

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