Sono cintura verde




Da quando Emmi aveva preso a frequentare lezioni di karate, si sentiva decisamente meglio.

Le piaceva l’idea di imparare a difendersi a mani nude, senza l’ausilio di armi, perchè in quel modo le sembrava di riuscire a “combattere senza combattere”, facendo così davvero suo l’intimo concetto dell’arte marziale che praticava, e cioè la lotta per la ricerca dell’equilibrio e non la guerra fine a se stessa.

Certamente aveva ancora molto da apprendere, ma da pochi giorni aveva raggiunto il traguardo della cintura verde, passando prima per la bianca, la gialla e l’arancione che, anche esteticamente parlando, non avevano incontrato il suo gusto tanto quanto la recente conquista.

La cintura verde se l’era ingraziata al punto tale da non poterne fare più a meno nemmeno nella vita quotidiana, al di fuori del microcosmo della palestra.
Emmi ne aveva acquistata una in pelle per i jeans, una in camoscio da affiancare all’ormai imminente trench, una in vernice con cui ravvivare quel noioso tubino nero di jersey…

Chi la frequantava, ben conosceva la storia delle lezioni di karate e dell’abilità che aveva fatto divenire Emmi cintura verde in breve tempo.
E per questo, chi la frequentava, ancor più di prima la considerava forte, energica, inviolabile, quasi invincibile…

A Emmi garbava questo rafforzamento di considerazione, la faceva sentire meglio, più protetta allo sguardo comune, e non passava settimana che non addocchiasse una nuova cintura verde con cui vezzeggiarsi… in cavallino, di strass, di vitello spazzolato…

Quando la sera si spogliava, non appena rincasata, le spiaceva sempre un pò riporre nella scatola bianca, attorcigliato, quel distintivo che sembrava quasi immunizzarla, schermarla e che aveva contribuito così tanto ad avvalorare la sua reputazione.

Sì le spiaceva.
Le spiaceva e, quasi sempre, subito dopo gli occhi le si facevano lucidi, diventando color smeraldo anche loro…

Già, perchè c’era una cosa di cui quasi nessuno era a conoscenza, anzi che quasi nessuno nemmeno sospettava.

Per Emmi quel verde aveva anche un’altra accezione.
Non rappresentava unicamente sicurezza, ardore ed eroica energia.
No.
Per Emmi quel verde era anche il simbolo più delicato e un pò più fragile della speranza.

Anzi, a dire il vero, ma sottovoce o addirittura in un pensiero, era solo quello il valore che lei dava ad ogni singolo laccio monocolore che tanto tenacemente bramava, cercava e comprava.
Ad ognuno, nessuno escluso.





Immagini da:
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43 commenti su “Sono cintura verde”

  1. Ciao carissima… che bello leggere nuovamente i tuoi magnifici post… sono sempre più incasinata ma volevo assolutamente lasciarti un caro saluto…

  2. mi sto molto appassionando alo stile bon ton, magari con un bel taglio anni cinquanta.
    ODDIO
    FORSE SONO RIPOSSEDUTA DA BENNATO

  3. mi mancava un tuo racconto! sempre a metà tra l’immaginifico ed il reale. Noi donne cinture verdi, sempre agguerrite contro le avversità della vita, con un sedano tra i denti e una ramo di prezzemolo a cingerci la vita, quella con la V maiuscola.

  4. …ciao Eva, non lasciavo più commenti perchè il mio account c’era ma non veniva riconosciuto…adesso è ricomparso. Belle foto come al solito, anche se non ho una cintura verde, e poi, è un colore così particolare…

  5. forza e dolcezza,equilibrio ed autostima,adoro questo piccolo racconto che eleva il verde ad un colore animicamente universale,sei bravissima Eva!

  6. The first picture is really stunning! you have a great blog! please check out my blog and follow if you like, I promise to do the same for you! xx
www.lovejoice.blogspot.com

  7. io adoro le cinture. Ne ho presa una di pelle favolosa, è del Il Bisonte!! Praticamente la metto sempre..infatti secondo me i gusti accessori possono crearti un look magnifico!!
    barbara

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