Un tuffo nell’erba






Che non si creda che io non ami il mare, ma per una volta, per una volta soltanto, giunti al bivio tra la litoranea e l’entroterra dirotterei l’auto di mio marito verso un campo di grano, una distesa erbosa, un’assolata campagna. A nulla servirebbero le grida disperate del mio bambino, immobilizzato nel suo seggiolino con i braccioli ai polsi. Minaccerei con fermezza l’equipaggio e mio marito non potrebbe opporsi ad intraprendere la strada sterrata.

Rinuncerei al profumo di salsedine, alla sabbia che si appiccica alle caviglie, alle radio sintonizzate ognuna su una stazione diversa.

Mi sdraierei su una balla di fieno a prendere il sole coccolata dal canto delle cicale, rincorrerei mio figlio tra le spighe dorate e lascerei che si rotolasse nell’erba per potermi sfuggire.

Ci assopiremmo all’ombra di un ulivo e al nostro risveglio scopriremmo che un’altra domenica è possibile.

immagini via Trendnista, FGR
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