Non ho niente da mettermi






Ci sono cose che gli uomini non possono capire, il senso della frase “Non ho niente da mettermi”, ad esempio, per loro è ineffabile.
La pronunciamo più spesso di quanto immaginiamo, la mattina presto prima di recarci al lavoro o la sera prima di un incontro importante.
Non ho niente da mettermi non significa affatto che usciremo di casa nude o pressappoco, anzi le occasioni in cui assumiamo di non aver niente da metterci sono quelle in cui la vestizione sarà più accurata. I capi che  proveremo per poi storcere il naso dinanzi allo specchio, saranno equivalenti al peso che il nostro letto con le doghe in legno potrà sostenere. Tutto questo agli occhi di un uomo apparirà sempre incomprensibile.
In piedi dinanzi all’armadio, asseriremo di non aver niente da metterci, nella speranza che la frase magica possa avere l’effetto del miracoloso “apriti sesamo” e che le porte scorrevoli del guardaroba scivolando nei loro binari possano inaspettatamente disvelare l’intera collezione primavera – estate di Dolce e Gabbana, impalpabili camicie di garza bianca, adolescenziali abitini in pizzo.
E loro, i nostri uomini, continueranno a non capire, si chiederanno come mai abbiamo finito per appropriarci anche del loro lato dell’armadio sebbene non abbiano niente da metterci.
Eppure il femminile “non ho niente da mettermi” è l’equivalente del maschile “l’ho cercato dappertutto”, le due locuzioni vengono ripetute con la medesima costanza, e anche il loro significato è più o meno lo stesso: “ciò che cerchi sarebbe sotto i tuoi occhi se tu avessi voglia di vederlo”.

immagini via FGR, trendnista

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