Una donna in carriera






Il sabato si andava sempre al centro in tram. Impiegavamo mezz’ora in più che con la metro, ma noi dotate di poco senso pratico e di un certo senso estetico relegavamo ai ratti la vita sotterranea.
Pur abitando in prossimità del mare e poco distanti dalle vie del lusso, ci sorprendevamo ogni volta che svoltata Via Caracciolo ci si parava dinanzi il golfo. Avevamo 16 anni, guardavamo la vita con gli occhi dell’entusiasmo e potevamo stupirci anche di ciò che stava proprio dietro l’angolo. Ci incontravamo sempre dopo le cinque, Chiara, Eliana ed io. Facevo le scale di corsa e mentre correvo mi arrotolavo la gonna in vita perchè mi madre non voleva che usassi le gonne troppo corte. Quando arrivavo alla fermata del bus le trovavo sempre lì, bellissime con le ballerine di gros grain e la minigonna.
Non so quando abbiamo smesso di frequentarci e non saprei dire nemmeno perchè. Avevamo terminato gli studi, avevamo iniziato a prendere la metro che ci portava in centro in 8 minuti, il tempo era diventato prezioso, l’amicizia un lusso.

E’ passato quasi un mese da quando Chiara mi ha chiamato per raccontarmi che Eliana aspetta un bambino, abbiamo deciso immediatamente di incontraci per fare un giro al centro e prenderle un regalino, ma io sono riuscita a liberarmi solo oggi. Lei non riesce a capire quanto sia difficile trovare qualcuno che ti tenga il bimbo anche di sabato, ha dedicato la sua vita al lavoro, è una donna in carriera, e non tollera che una donna non riesca a trovare un pomeriggio per se stessa.
Intanto sono io ad attenderla. Quando arriva si scusa e mi racconta che ha fatto tardi perchè ha litigato con il parrucchiere che non riusciva a comprendere la differenza che passa tra il color nocciola e il marron glacé. Non saprei dire che riflesso hanno i suoi capelli, so che non ce n’è nemmeno uno fuori posto, mentre io ho fatto lo shampoo con il bagno schiuma.
Mentre passeggiamo, lei sembra un vulcano in eruzione, mi racconta con enfasi del suo lavoro e dei traguardi raggiunti. Arriviamo alla bancarellina, che a dispetto del nome è il negozio per neonati più caro della città, non conosciamo il sesso del nascituro, perchè Eliana non ha voluto saperlo. Diamo uno sguardo alla vetrina.
“Che ne dici se ci orientiamo sul giallo o sul verde mela?” mi fa lei, poi di colpo cambia espressione e mi dice
“Quando avevo 16 anni ho abortito”.
Mi oriento sul blu notte. Un proiettile mi ha colpito lo sterno ed è uscito dall’altra parte, sono viva ma mi hanno trapanato il cuore.
“Perchè non me lo hai mai detto?”
“Perchè eri una bacchettona” dice lei ridendo, e sembra aver ritrovato tutto il suo brio e la sua leggerezza, “Perchè a 16 anni non avevi mai nemmeno baciato un ragazzo”.
“Certo che l’avevo baciato, te lo ricordi Claudio?”.
“E come sei stata dopo?”, aggiungo.
“Com’è che si dice? Tolto il dente tolto il dolore, il sabato seguente eravamo tutti di nuovo insieme e nessuno si è accorto di nulla, solo Eliana sapeva tutto”.

Vince il cardigan blu, di lana, fatto a mano.

Torniamo a casa in taxi perchè è preso a piovere,e durante il tragitto torniamo a parlare del suo lavoro, e di quanto sia più dura per una donna emergere a certi livelli.
Sappiamo che Eliana farà il cesareo mercoledì e prendiamo già appuntamento per portarle il regalino.
Prima che lei scenda dal taxi le dico,
“Non mi hai detto di chi era il bambino”
“Era di Claudio, te lo ricordi?”.

le foto di Olivia Palermo sono tratte da Irene’s closet

22 commenti su “Una donna in carriera”

  1. …non ho parole!!! Ho una parente che si chiama Olivia!??? Scherzo scherzo…struggente la storia che ci hai regalato oggi!!!…quante facce nasconde il nostro passato!!

  2. Perbacco, racconti così bene questa storia che verrebbe quasi da credere sia una novella. Complimenti, e peccato solo per la tristezza che ti sarà rimasta dentro al momento della scoperta finale.
    P.S. comunque io detesto le Birkin Bag, anche nelle foto che hai pubblicato si capisce perché: non si possono spendere da 7.000€ in su per una borsa (ingombrante) da lasciare poi aperta in quel modo. No.

  3. Senza parole!! Analizzando il personaggio di Chiara, molto complesso, giungo a due conclusioni opposte, senza capire affatto qual è quella giusta:
    1) Chiara aveva dei sensi di colpa nei tuoi confronti (ed anche verso se stessa), per questo si é rifatta viva con te, e tra una falsa risata ed un altra, ti ha confessato delle cose che la sua coscienza le chiedeva di rivelarti da tempo. Insomma si é tolta un bel peso dalla coscienza, facendo sembrare il suo racconto ‘buttato lí’.
    2) É una persona totalmente superficiale, che non si rende bene conto di quello che é successo.
    Cmq il segreto che Chiara ti ha raccontato spiega perfettamente perché avete smesso di vedervi successivamente, piú che altro perché loro abbiano smesso di vedersi con te: il segreto che Chiara ed Eliana condividevano le ha unite tra di loro ed allontanate da te, infatti il fatto che Chiara sapesse che Eliana aspetta un bimbo mi fa supporre un certo contatto non cosí sporadico tra le due.
    Scusami, mi sono dilungata troppo in analisi e controanalisi!
    Bacioni e, come sempre, post superbo!

  4. E’ una bellissima pagina di diario, Ady, scritta con l’intelligenza e la sensibilità di una donna protagonista consapevole del suo tempo.
    Eh si, Ady, ed in questo racconto scritto sulla scia di un passato che s’intreccia col presente, ne esce fuori una tua piccola autobiografia.
    Mi piace davvero come hai saputo dosare, da vera donna di gusto, tutti gl’ingredienti che rendono dolce ed amaro questo tuo post.
    Innanzitutto la nostalgia di un passato che non sovrasta mai con toni di malinconia melensa poi, quell’humor sottile che ho trovato spessissimo nei tuoi scritti, (un merletto che alleggerisce il velluto), e la delicatezza con cui tracci il profilo di Eliana e di Chiara, senza enfatizzare, con un eccesso deleterio di nostalgia, il ricordo della vostra amicizia.
    Ne esce fuori, seppure molto coinciso, il nitido ritratto di tre donne: un piccolo, delizioso cammeo.
    Complimenti davvero, Ady!
    Marilena

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