Uniforme


Sta intiepidendo la cena a fuoco lento quando lui le dice “La nostra storia è ormai una minestra riscaldata”. Il cucchiaio le cade di mano, annega nel purè. Vorrebbe dirgli “Anche questa cena è riscaldata perchè ti aspettavo due ore fa” ma tace.
Spegne la fiamma.
Tanto vale mangiarla fredda questa cena, sarebbe ugualmente indigesta.
Sotto il camice di cotone ha un corsetto di pizzo nero così stretto che le toglie il respiro, voleva essere il suo aperitivo, ma quello a quest’ora l’avrà già consumato.
Il bambino è in camera che dorme, aveva avuto l’accortezza di portarlo a letto prima che lui arrivasse, sapeva che c’era qualcosa di diverso, voleva recuperare.

Quando una donna comincia a frugare nelle tasche di suo marito, ciò che cerca non è un indizio ma una conferma. E le conferme erano arrivate in tandem, una fattura d’albergo, double room con colazione in camera, per due, impossibile negare.

Da quel momento ogni cosa era cambiata.

Lui si è seduto a tavola, ma non ha intenzione di cenare, ha ancora addosso la giacca della sua uniforme, quella che lo ha inchiodato. Si china su di lui e gli da un bacio sulla fronte che sa già di nostalgia.
“Mi rendi tutto più difficile”, le dice. Ma sembra che invece gli abbia reso tutto più facile perchè lui si alza e se ne va.
Ha chiuso la porta dietro le sue spalle per sempre.
Lei chiude dietro di se quella della stanza da bagno, dove tutto è sotto sopra, creme, trucchi, spazzole e le scelte scartate, tutta la biancheria che ha provato prima di decidersi per il corsetto. Che pena che si fa adesso, le scappa persino da ridere.

“Non c’è niente da fare, tornano sempre dalla moglie”.
Bisognerà solo trovare le parole per dirlo al bambino “C’è un altro zio che non rivedrai mai più”.
photos: Josh Olins

16 commenti su “Uniforme”

  1. menomale che a me questi uomini non mi hanno mai cagata.
    ho sempre attirato quelli fuori dall’ordinario, che hanno fatto danni ugualmente…
    e poi lui:
    il rocker barbuto coniuge.
    che prepara la zuppa e cuoce biscotti al burro, solo per me!

  2. Cara Ady,

    Effettivamente, come dire di lui al piccolo… Ma, personalmente io amo quelle giacche in stile militare. La spilla di sicurezza che io vendo con fascini di angelo, da Giovanni Raspini, Italia… la grande idea per portarlo sulla tasca piace nella Sua prima fotografia! Grazie per dividere questo…

    Saluti da Georgia/USA

    MariettesBacktoBasics

  3. Se ci pensi, Ady, ci sono molti più zii che padri in questa società 🙂

    “Non c’è niente da fare, tornano sempre dalla moglie”.

    E questa cosa qui non la vedo positiva nemmeno per quelle altre disgraziate :(((((

    Vediamo, quante cose possiamo rilevare in questo post da te magistralmente raccontato:
    la storia di un adulteriio.
    La storia della sua fine.
    La storia di un uomo.
    La storia di una donna.
    La storia di un bambino.
    LA STORIA DELLA NOSTRA SOCIETA’CONTEMPORANEA.
    Bravissima davvero, Ady, perchè la tua storia contiene tutte queste altre storie che sono, poi, le nostre.
    E quelle del mondo.
    E’ un post eccellente e tu sei una narratrice davvero coinvolgente.
    Un bacio 🙂
    Marilena

  4. Uao! e io che credevo che fosse prettamente un blog di moda e di stile! complimenti! e grazie per gli auguri di compleanno, come mi ero promessa poi sono andata in discoteca! un bacetto! Sara

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