A piedi nudi…o quasi

Mi aveva spogliato di tutto ciò che ero,
sotto il ricatto di un amore vero e sincero.
Aveva iniziato dalle scollature più audaci,
“Se mi ami, chiudi quel bottone e taci!”.
Poi si era accanito sul trucco e sugli abiti succinti,
“Mai più indosserai quel vestitino, e  gli occhi tuoi non saranno mai più dipinti”
Quella mia gonna corta era poi un attentato alla sua aorta.
Calze coprenti e nere anche in estate,
ed io abbozzavo, rinforzando le sue idee malate.
Poi un giorno mi chiese di scendere dal mio tacco dodici,
perchè alla stessa altezza saremmo stati più felici,
Allora mi resi conto, per quanto fosse dura, che non saremmo mai stati della stessa statura.
Solo l’illusione del mio piede nudo gli avrei regalato,
come illusione fu che lui mi avesse amato.

“La gelosia può sempre uccidere una donna, ma un tacco dodici ben assestato può sempre uccidere un uomo“.

23 commenti su “A piedi nudi…o quasi”

  1. Con la punta d’un’ala
    Appena la luce si bagni.
    S’agita l’erba al tuo respiro, spunta
    Il sole che tocchi: col piede
    Distendi l’orizzonte a perdita d’occhi.
    Leonardo Sinisgalli

  2. Dietro queste rime divertenti, descrivi una verità molto importante. Dall’alto non solo dei miei tacchi, ma anche dei miei 42 anni (dignitosamente pportati!), mi sento di dire alle donne più giovani di tenersi rigorosamente alla larga dai fidanzati gelosi, e in particolare non appena iniziano a fare scenate, prendere il largo.
    Quando un fidanzato si arroga il diritto di mettere i limiti su come ti vesti, su chi frequenti, etc. è in preda a una patologia, forse anche all’abuso di sostanze, può essere dunque pericoloso.
    E’che culturalmente non siamo state educate dalla nostra società a distinguere il possesso dalla amore.
    Sara

  3. Come lessi da qualche parte: “ho avuto tacchi più lunghi di quello che porti tra le mutande!”. …Questa sera non sono chic, ma sempre ubique. Bacio

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