Altoforno Bistrot: al Circolo Ilva di Bagnoli tra storia, sapori e futuro

Fare ingresso al Circolo ILVA di Bagnoli e all’Altoforno Bistrot è un po’ come fare un tuffo nel passato di questi luoghi.

Chi ha vissuto nei quartieri vicini all’acciaieria avrà sicuramente qualche aneddoto da raccontare legato all’ex ILVA, probabilmente diviso a metà tra sogno e fantasia.

Da bambina correvo tra le lenzuola stese ad asciugare con lo sguardo rivolto alle ciminiere dello stabilimento siderurgico che non era esattamente la fabbrica di cioccolato di Willy Wonka, ma che per noi piccoli era allo stesso modo luogo affascinante e misterioso.

La fabbrica per 100 anni ha forgiato metalli pesanti e una classe operaia che è stata l’orgoglio di queste parti, ma il suo Circolo, la cui realtà è indissolubilmente legata a quella dell’acciaieria, è ancora oggi un simbolo di quella storia.

Oggi è un Club dove praticare sport, bere un aperitivo al tramonto o pranzare con le amiche all’Altoforno bistrot, ma conserva dentro le rughe dei totem in ghisa e del pontile sul quale si affaccia, tutta la sua identità.

Aperte esclusivamente ai soci, le aree del Circolo consentono di praticare, pattinaggio, tennis, lotta libera, fitness, ballo, canoa kayak e canottaggio. Quest’ultima disciplina costituisce un vero e proprio orgoglio per il Club perché da qui sono nati campioni approdati anche ai giochi Olimpici.

Tra attività ricreative e atmosfere autentiche, un luogo dove tesserarsi per la felicità

Iscriversi al Circolo Ilva è un po’ come avere in tasca la tessera della felicità e poterla strisciare al bisogno, per prendere largo all’alba su una canoa, per imparare i passi di un ballo di gruppo, per prendere lezioni di tennis, per far scivolare la fine di una giornata guardano gli allenamenti dei propri figli sui pattini a rotelle, per affacciarsi sul mare nelle ore in cui la linea dell’orizzonte si tinge d’arancio tenendo in mano un calice di vino rosè.

E poi concedersi le gioie del palato in un bistrot dalla cucina curata e identitaria.

Pranzare all’Altoforno Bistrot non è esattamente come farlo in un ristorante, perché qui si respira l’idea della riservatezza e dell’esclusività, pur restando forte l’immagine di luogo familiare.

Menù d’autunno dell’Altoforno Bistrot

Zuppetta di lenticchie ai friarielli – rievoca le minestre napoletane invernali con il sorprendente mix di legumi e verdure.

Caponata di tonno – l’incontro del tonno con la cipolla, della dolcezza con la sapidità.

Baccalà in cassuola – un sapore antico e ben custodito.

Genovese di tonno – il gusto verace della genovese in una versione che stuzzica ancora di più.

Frittura di calamari e gamberi – il fritto di mare fatto a regola d’arte.

Aragonese all’amarena e Delizia al limone di Marturano Pasticceria – dolci freschi, ideali per un pranzo a base di pesce e golosissimi!

Lo Chef del bistrot non ha di certo lavorato in acciaieria ma sa cosa significa fondere bene i sapori.

La mia esperienza all’Altoforno Bistrot e al Circolo Ilva, è stata un tuffo nella storia della mia città e nei ricordi del mio vissuto, ma mi ha soprattutto proiettata in un futuro che ha radici antiche e la voglia e la capacità di rinnovarsi.

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