Corsivo sulla mia pelle

Solo una iniziale. La sua M, gracile e arzigogolata, inchinata nell’incavo del mio sterno.
I nomi dei miei figli, ciascuno su una delle mie scapole come ali di gabbiano, uniti in un eterno abbraccio nell’intreccio di due vocali.
Il verso di una poesia di Neruda sul mio polso sinistro, la strofa di una canzone di De Andrè sdraiata sopra un fianco.
Sono intonsa come la pagina di un quaderno il primo giorno di scuola, ma ogni tanto mi accarezza il pensiero di imprimere un corsivo sopra la scanalatura di un mio osso, qualcosa che dica a me e agli altri ogni giorno, che siamo ciò che portiamo scritto addosso .
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