Di abiti lunghi e letti sfatti

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Le cose belle della vita non le puoi programmare, ci inciampi dentro come tra le lenzuola del letto in cui ti sei rotolata.
Le cose belle ti capitano inaspettatamente, come un’alba in autostrada quando sei quasi vicina alla meta.
Sono disordinate, talvolta maleducate, strisciano sui marciapiedi, si leccano le dita, si scontrano tra la folla, non dicono mai buongiorno in ascensore, sono sopra pensiero e quando gli rivolgi la parola ti rispondono “che cosa?”
Sono veloci e fugaci come le estati, che durano quanto gli inverni soltanto sulle pagine del calendario.
Abbiamo l’obbligo morale di ricercarle, di inseguirle ma sono come farfalle e decidono loro quando posarsi sulla nostra spalla.
Si celano nell’orlo di quegli abiti estivi leggeri e lunghi fino ai piedi, quelli che devi soltanto infilarci la testa e sai già che faranno il loro dovere. Non ti chiedono gambe lisce come seta, e per starci dentro non devi startene una settimana a dieta.
Perché le cose belle sono semplici e si nascondono dentro cose che solo apparentemente sono complicate. Anche se si declinano in pizzi sui bordi o stoffe fiorate, se le guardi bene sono come quelle lenzuola dove ti sei rotolata, basta farci due o tre giri dentro, puoi restare anche scalza, gli abiti lunghi sono come le cose belle della vita prima o poi finirai per inciamparci.
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