L’età dell’innocenza





Se avessi 25 anni di meno, queste settimane verrebbero ricordate come quelle dei miei primi giorni di scuola.

Con la merenda sbriciolata nella cartella e le dita delle mani rinsecchite dal gesso della lavagna.
Con l’astuccio rosa pastello e il diario che profuma di carta, di nuovo, di pagine bianche da colorare.

Avrei al mio fianco Ornella, credo si chiamasse Ornella, per ben 5 ore al giorno e così, giusto per imporre già da subito il mio gusto in fatto di presenza e il mio carattere in fatto di stile, lotterei strenuamente tutte le mattine con mia madre per impedirle di imbrigliarmi la frangia in quel secco codino, atto a liberarmi la fronte.

Se oggi dovessi andare a scuola, sarei apparentemente castigata, di primo acchito poco attraente, basilare, rigorosa e impegnatissima a dispensare classe dentro alla classe… ma porterei le unghie rosse sangue dipinte con decisa pennellata sotto ai calzettini bianchi per le scarpe a tre fori Equerry.

Sceglierei di essere un po’ navy, un po’ collegiale, un po’ troppo piena di mollettine colorate tra le ciocche castane… ma terrei ben nascosta la mano destra nella tasca del grembiule per scartare quella caramella luccicante, di carta verde tentatrice e rumorosa.

Mocassini, colletto bianco e cerchietto minimal chic: ma di lezioni di innocenza, nemmeno l’ombra.





Immagini da:
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