Non solo baguette

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Ci sono borse che sono come il pane. Essenziali, non certo d’accompagnamento. Quelle buone le riconoscono dal profumo, la croccantezza del cuoio, il rumore della crosta, e ci faranno compagnia una vita, anche se non hanno né arte né parte, nessun nome celebre o ascendenza nobiliare. Sono baguette, senza esser Fendi, sono genuine a volte artigianali, ma sanno ugualmente di pane. Indossarne una a tracolla, sempre la solita anche se ne possediamo cento, farlo frettolosamente mentre varchiamo la soglia della porta, non è certo un gesto qualunque, è abitudinario. Ed è nelle abitudini che ritoviamo noi stessi, in quel frugare ansiosamente con le mani nella borsa e rassicurarsi nel sentire il tintinnio delle chiavi, nel vedere lo scintillio dello smartphone. Strappare alla baguette appena comprata quell’angolino, rubarne un pezzettino, per mangiarlo mentre facciamo rientro, ha sempre un gusto speciale. Che è il gusto delle cose semplici, di quel sacchetto di cuoio ormai consunto che teniamo appeso all’attacapanni dell’ingresso, che ci dà il senso della sicurezza. Perché malgrado certi acquisti odiosamente modaioli, la vanità ed una certa propensione all’ostentazione, noi donne potremmo vivere di solo pane, e posso affermarlo senza esitazione.

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