Post letto

Ci sono cose che impariamo ad apprezzare solo quando ci mancano.
Il mio materasso in pura schiuma di lattice ad esempio, o il mio letto king size, li davo per scontati, solo qualche rimpianto di tanto in tanto, in camere d’albergo con letti rigidi e lenzuola con fibre d’acciaio inossidabile, inamidate meglio del colletto della camicia di mio marito, resistenti al punto da farmi balenare l’idea di annodarle bene e calarmi dabbasso nel cuore della notte per sfuggire al torcicollo incipiente. Ma erano pur sempre notti orizzontali,  notti in cui abbracciavi un cuscino in fibre sintetiche e ti sentivi rincuorata pensando che l’indomani avresti  adagiato il tuo capo sui tuoi morbidi cuscini in piuma d’oca.
Ma è quando la lontananza diventa assenza, quando le tue notti diventano verticali che cominci a rimpiangere anche il rigido letto dell’hotel Europa, le sue lenzuola ingessate, e persino il cuscino di fibre sintetiche, perché l’unica cosa che abbracci nel cuore della notte è un fagottino urlante di quasi cinque chili; ma mai avresti immaginato di rimpiangere anche quel torcicollo che era pur sempre meglio della sciatica che hai adesso.
immagini via style file
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