Sguardi di città

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Una città non è poi così diversa da una donna perché entrambe, come prima cosa, vogliono essere guardate.

Desiderano essere osservate, attraversate con sguardo tagliente come il carretto della frutta che va al mercato e spezza in due la piazza, non come la pedina del Monopoli che ne sfiora appena i lineamenti con transito di pupilla sfuocata.

Magari in sordina, da una finestra all’apparenza defilata, da dove si può studiare un percorso senza invadere la via, da dove ci si sente più o meno protetti, con la vista a tutto tondo, come alcuni protagonisti da romanzo, forgiati solo su carta ma più completi di certa carne eburnea e niente affatto sanguigna.

Tanto lei lo sa, che siete lì.
Lo sente e se ne vanta, alzando la coda da pavone in tangenziale, che tutti imprecano e che pure dall’alto origina scie di luce in movimento, stelle cadenti di asfalto.

Perché la città un po’ si teme, si osserva, ma è comunque sinonimo di un occhio che scivola obbligato, fosse solo per il panorama da un punto di osservazione anche troppo preciso.
Fosse solo per viverci o per passarci una vacanza.

Uscire con lei, scendere, non vuol dire però smettere di guardarla.
Potrebbe anche essere che mentre la state comunque scrutando vi offra da bere all’angolo di una strada, in un bar inaspettatamente consono, o che si faccia sfiorare da vicino, sopra la panchina di un parco a foglie e non solo di verde perimetro quadrato.

È protagonista, è felliniano pretesto, è vetro a specchio, è terrazzo, è vetrina, è contenitore di un rimando, di un bisogno, di un viaggio nel viaggio.

Prenotatela con giusto stile – la vostra città da ammirare quest’estate – e che abbia larga vetrata di partenza per conoscerla, per camminarla di occhi, per invitarla, per accompagnarla, per essere accompagnati.

Buone scelte più o meno metropolitane a tutti.

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Immagini da:
Daydreamer

12 commenti su “Sguardi di città”

  1. Cammino in una strada che non esiste.
    L’unica cosa che mi appartiene scivola,
    goccia a goccia tra le dita.
    La gloria di altri anni non è il sale
    che ora mi commuove.
    Vidi una città, lo giuro,
    un caffé smarrito tra luoghi diffusi
    popolato di amici e ragazze.
    Vastità dove una barca azzurra
    solo è visibile nella tormenta.
    È un carcere immenso questa finestra.
    Dove un polipo striscia i suoi tentacoli
    e un pesce scruta dal vetro
    il mio esiguo spazio.

  2. Ciao Eva! Mi hai fatto venir voglia di viaggiare!:) Le foto sono stupende, sei sempre molto brava, mi chiedo sempre come faccia!:) Un bacione!:*

  3. Sto nella città più bella del mondo:Roma; Non vorrei mai lasciarla, però d’estate cerco di conoscere anche altro. E poi devo prendermi una pausa dalla metropoli, lei lo sà tanto che ce l’ho nel cuore 🙂

  4. Guardate, ammirate, sospirate, anche nei minimi dettagli che sono, poi, la cosa piu’ bella e che le rende uniche….le donne come le citta’!!

  5. Un piacere immenso leggervi….mi riempite il cuore! vorrei tanto avere amiche come voi
    pierangela

  6. Quest’anno guarderò la mia città, nel pieno mese di agosto, quando tutti saranno in ferie o in vacanza e si potrà vagare senza traffico e caos.
    Anche una donna… ma quella devo ancora sceglierla.

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