Un tutorial ci distruggerà


tutorial
Non sarà un asteroide, una mutazione genetica, una esplosione atomica, sarà un tutorial che ci distruggerà.
Lo pensavo mentre le fruste elettriche dello sbattitore lanciavano alla velocità di una sparatoria da western schizzi di panna sulle piastrelle della mia cucina.
Eppure sembrava così facile nel video mentre il vassoio della torta girava come una ballerina della Scala, ma io si sa sono più brava nei plié.
Ricordo pure quella volta che provai a mettermi l’eyeliner aiutandomi con il cucchiaio come una youtuber aveva consigliato, ma in casa avevo solo quello di plastica da gelato e così venne fuori tutto zigzagato.
Non voglio nemmeno raccontarvi di quando tentai di farmi la treccia a spina di pesce in diagonale, cinque specchi, uno di fronte due dietro e altri due laterali, il risultato fu una serie di nodi e pure piuttosto casuali.
Ho imparato a difendermi da tutto o quasi ma non dai consigli inutili di cui non sentivo l’esigenza fin quando qualcuno non ha voluto farmi credere che non potevo stare senza.
Come essiccare la frutta, come riciclare le bottiglie di plastica, come fare gli strappi ai jeans, come, come, come…
E tutto è sempre semplice come una passeggiata, velocizzato al punto che il tasto pause diventa condizione naturale, spremendoci le meningi per comprendere il passaggio occultato, il frame mancante tra la glassatura della torta e il lancio diretto nella pattumiera.
Io voglio credere che le cose non sono facili nemmeno per chi ci vuole far sembrare il contrario e che nell’angolino fuori campo ci sia un esercito di pan di spagna non lievitati, truppe di forcine abbandonate dentro lavandini otturati da matasse di capelli spezzati, plotoni di batuffoli di cotone imbevuti di struccante occhi, grumi di mascara e ciglia finte sulle quali abbiamo lasciato attaccate anche quelle naturali.

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